MILANO, STATALE: DANNI A RICERCHE DA LIBERAZIONE CAVIE

MILANO, STATALE: DANNI A RICERCHE DA LIBERAZIONE CAVIE

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Con il blitz del 20 aprile 2013 degli attivisti dell’associazione animalista ‘Coordinamento Fermare Green Hill’, che occuparono gli stabulari del dipartimento di Farmacologia dell’Universita’ Statale di Milano e liberarono diverse decine di topi-cavie e un coniglio, si verifico’ la “perdita dei finanziamenti legati alle singole ricerche gia’ in corso, oltre alla perdita dei dati degli esperimenti in corso che blocco’ ulteriori ricerche e i finanziamenti che queste avrebbero generato”. Lo ha spiegato Gianluca Vago, rettore dell’Ateneo che e’ stato ascoltato come testimone nel processo milanese a carico di tre attivisti accusati di violenza privata, occupazione di edificio e terreno pubblico e danneggiamento aggravato, difesi dall’avvocato Maria Cristina Giussani. Altre due persone che parteciparono all’azione di protesta, invece, hanno gia’ patteggiato. Stando alle indagini della Digos di Milano, dopo essere entrati nei laboratori dell’universita’, i cinque attivisti bloccarono la sala d’accesso e distrussero le targhette identificative degli animali e le gabbie prima di portarli via. L’Universita’ Statale di Milano e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istituto di neuroscienze) sono parti civili nel processo davanti al giudice dell’ottava sezione penale. Oltre a parlare dell'”impatto economico” che il blitz ebbe, Vago ha ricostruito anche le fasi in cui dovette “trattare” con gli attivisti che stavano occupando gli stabulari, trattative che si conclusero dopo un “accordo” con gli attivisti che uscirono portando via gli animali (sul numero esatto c’e’ ancora discussione e oggi la difesa ha prodotto un documento sul punto). Un “accordo” per garantire la “sicurezza” e “l’incolumita’ delle persone presenti”, come ha spiegato un altro testimone. Nell’udienza del 26 marzo verranno sentiti due dei tre imputati e i testimoni della difesa, mentre il 26 aprile parleranno pm, parti civili e difesa.

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