TORNA A CASA, GRUM

TORNA A CASA, GRUM

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Grum è il nome del caracal sequestrato a Milano dai Carabinieri forestali qualche giorno fa, l’11 gennaio. Arrivava dalla Bulgaria ed era venuto a Milano insieme alla sua padrona per sottoporsi ad alcune visite veterinarie specialistiche. Purtroppo qualcuno l’ha visto e fotografato ai giardini Montanelli (zona porta Venezia, centro di Milano) mentre passeggiava ovviamente munito di guinzaglio. Da allora, si è scatenata la caccia al caracal, il Comune di Milano ha addirittura lanciato un appello allarmistico: “Attenzione, si tratta di un animale pericoloso, chi sa qualcosa ce lo dica!”, uno sgradevole invito alla delazione. Ma che cosa, anzi, chi è un caracal? Il caracal, nome scientifico Caracal caracal, è un felino di media taglia originario del nord Africa, del medio Oriente e dell’Asia centrale. È classificato come specie in pericolo o in grave pericolo di estinzione in quasi tutto il mondo dalla Iucn, International Union for Conservation of Nature and Natural Resources.
Il maggior nemico di questo animale è la sovrappopolazione umana, con la conseguente diffusione dell’agricoltura in spazi che prima erano selvaggi, e la desertificazione. In parole semplici, gli agricoltori e gli allevatori gli sparano, accusando questi animali di predare le mandrie, nonostante che in molti Paesi -Afghanistan, Algeria, EgittO, India, Iran, Israele, Giordania, Kazakhstan, Libano, Marocco, Pakistan, Siria, Tagikistan, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Uzbekistan – la caccia al caracal sia proibita sin dal 1996. Torniamo a Milano: dopo la disdicevole campagna terroristica del Comune, il carabinieri forestali sono andati a casa della sua padrona e hanno sequestrato il felino, che, a quanto si sa, era stato da poco operato e dunque adesso sarebbe ricoverato presso una clinica veterinaria. Sequestrato perché appartenente alla lista degli animali classificati come “pericolosi” dalla vecchia e obsoleta legge 7 febbraio 1992 n. 150 e dal correlato, inadeguato, elenco delle specie pericolose, allegato al Decreto del Ministro dell’Ambiente 19 aprile 1996. Ma far parte di questa lista ideologica non equivale ad essere davvero pericolosi.
Ci sono poi molte questioni non chiare: questo animale è un caracal puro o è un ibrido? E da quante generazioni? Perché, per la legge italiana, queste precisazioni cambiano lo statuto giuridico del felino. La proprietaria e il suo avvocato assicurano che Grum è stato legalmente acquistato in un allevamento regolare in Belgio, dunque non si tratta di un selvatico rubato al suo ambiente, e poi portato in Bulgaria, dove la sua detenzione è autorizzata dalla legge. Grum viveva in famiglia, dormiva sui divani, giocava con i suoi familiari, era coccolato. Adesso come finirà? Si ripropone un problema giuridico: la legge sugli animali pericolosi esiste solo in Italia. Schengen non vale per gli animali? E un problema scientifico: che cosa significa specie “pericolosa”? È un concetto che non sta in piedi né dal punto di vista scientifico né da quello giuridico. E poi, le conseguenze concrete: gli animali “pericolosi” vengono sequestrati. Ma dove vanno? Come finiscono?
Purtroppo bisogna ricordare i casi della tigre Samir, morta subito dopo il sequestro, e di Chiku, serval sequestrato in nome della stessa legge e poi morto. Scopo delle leggi dovrebbe invece essere il benessere dei cittadini e dei non umani. Invece, in questi casi, summum ius, summa iniuria. Ovvero Fiat iustitia et pereat mundus, si faccia giustizia anche se il mondo dovesse perire, anche se gli individui senzienti dovessero morire, in nome di un principio astratto e inadeguato. Siamo davvero sicuri che ciò sia giusto? Su questo si è interrogato anche il filosofo Hans Jonas, nel libro Il principio responsabilità. Bisogna salvare, proteggere, gli animali o applicare delle norme in modo rigido e ottuso, nonostante le loro conseguenze nocive per gli individui coinvolti? La psiche, le relazioni affettive, lo stato emotivo, il benessere di questi animali non contano niente?

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