CACCIA, CHIUDE LA STAGIONE. ANIMALISTI CONTRO LE REGIONI

CACCIA, CHIUDE LA STAGIONE. ANIMALISTI CONTRO LE REGIONI

51
CONDIVIDI
caccia.png

La stagione della caccia si chiude con un bilancio in negativo, secondo gli ambientalisti: non solo per le 25 vittime e i 58 feriti registrati, ma anche per “le norme illegittime” sull’attivita’ venatoria varate da 4 Regioni. In una lettera al premier Paolo Gentiloni, Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia denunciano il “caso venatorio Italia”, con “la gestione regionale del settore in gran parte piegata al mondo della caccia”. E accusano 4 Regioni – Veneto, Lombardia, Puglia e Liguria – di aver approvato normative “non conformi alla legge quadro nazionale ed ai principi costituzionali in materia di tutele degli ecosistemi e della fauna selvatica”. “Il Veneto – ricordano nella lettera – ha introdotto nuovamente la ‘mobilita’ venatoria’, non consentita dalla legge 157. La Lombardia ha modificato illegittimamente le regole di annotazione dei capi abbattuti sul tesserino venatorio. La Puglia ha modificato il concetto di “esercizio venatorio”, definendolo in modo improprio. La Liguria sta tentando illegalmente di consentire la commercializzazione in sagre e fiere di animali abbattuti a caccia, che e’ reato in base alle norme nazionali”. Una situazione, scrivono le associazioni, “di clamorosa e reiterata violazione costituzionale, che da’ l’idea della gestione regionale della materia venatoria, aggravata dalla pressoche’ totale assenza delle amministrazioni centrali”. Di “ennesimo bilancio negativo” parla, in particolare il WWF, che nel giorno della chiusura della stagione venatoria sottolinea come la situazione sia stata aggravata “dalla situazione climatica, i drammatici incendi della scorsa estate, l’aumento dei morti per caccia, l’incremento del bracconaggio anche su specie protette”. L’associazione, inoltre, si e’ trovata nuovamente a “dover arginare proposte di legge finalizzate a deregolamentare ulteriormente il settore, a tutto vantaggio delle potenti lobby dei cacciatori e dei produttori di armi”. Nella lettera le associazioni sottolineano come sia “indispensabile ed urgente che il Governo e i Ministeri attivino correttivi seri, a cominciare dall’immediata impugnazione delle quattro leggi citate e da una ben diversa pianificazione del futuro dell’attivita’ venatoria, che non puo’ piu’ continuare sul cattivo sentiero percorso in questi anni”. Il Wwf, in particolare, chiede che il Paese si “allinei agli standard internazionali ed europei in materia di tutela della fauna selvatica e di prelievo venatorio, migliorando la vigilanza e aumentando i controlli, riducendo il periodo di caccia e riformando il sistema sanzionatorio penale”.

Commenti

commenti