CARNE DI CANE, IN COREA LE OLIMPIADI NON FERMANO I RISTORANTI

CARNE DI CANE, IN COREA LE OLIMPIADI NON FERMANO I RISTORANTI

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Nulla è bastato per convincere i ristoratori della Corea del Sud a togliere dai menu la carne di cane. Come riporta Quotidiano.net, nonostante i numerosi appelli, a Pyeongchang, nei locali, anche a ridosso del villaggio olimpico, si continua a servire carne di cane. Ma c’è chi non si arrende. Tra le organizzazioni animaliste internazionali molte hanno cercato di aumentare la pressione sul governo del Paese per far cessare questo orrore, HSI, Humane Society International, sta raccogliendo migliaia di firme che saranno poi recapitate al governo della Corea del Sud perché cessi il commercio di cani a fini alimentari.

I ristoranti olimpici hanno continuato a servire carne di cane anche a ridosso della cittadella olimpica. Secondo quanto riferiscono gli operatori del settore la sostituzione della carne di cane con quella di maiale, tentata nei primissimi giorni delle Olimpiadi, non avrebbe portato i guadagni sperati.
In Corea del Sud infatti i cani vengono ancoraallevati proprio per la ristorazione. Si parla di milioni di creature destinate a riempire i piatti dei commensali dopo una vita atroce privata di tutto.

Humane Society International si impegna a porre fine anche con una petizione al commercio di carne di cane: “Stiamo sensibilizzando l’opinione pubblica e politica. Un passo fondamentale verso questo obiettivo è il riconoscimento giuridico di tutti i cani e gatti come animali da compagnia”, sottolinea l’organizzazione. Nel frattempo HSI prosegue con i salvataggi: recentemente è stata chiusa una fattoria per la carne di cane e 170 animali sono stati salvati. Alcuni di questi sono stati già trasferiti in Gran Bretagna dove hanno trovato famiglie amorevoli che li hanno accolti.

Come riporta sempre Quotidiano.net alcuni atleti, da parte loro, stanno cercando di fare il possibile come una sportiva canadese che ha già inviato, in patria, un cagnolino e sta espletando le pratiche per un secondo quattrozampe da portare al sicuro. Si tratta della pattinatrice Meagan Duhamel, vegana. Il suo gesto sembra aver convinto anche altri sportivi impegnati nelle gare in Corea del Sud. La speranza è che i riflettori del mondo puntati su quel Paese possano aiutare il salvataggio di migliaia di vite.

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