I cani-soldato di Bala Murghab

I cani-soldato di Bala Murghab

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Voglio raccontare una storia straordinaria e commovente, una storia vera che mi ha toccato il cuore.
Lo faccio con due lettere.
La prima è quella che ho rischiato di non ricevere per un problema di posta elettronica. Una richiesta di aiuto per mettere in salvo due cani amati di un amore di quelli che superano ogni ostacolo.
La seconda lettera è quella del lieto fine. I cani sono in salvo e verranno in Italia.
In mezzo c’è stato di tutto: contatti frenetici, assicurazioni poi risultate inattendibili, aspettative accese e deluse, momenti di speranza e momenti di assoluta disperazione. Una cosa non è mai venuta meno: la determinazione del giovane tenente amico dei due cani deciso a salvarli ad ogni costo. Così é stato, anche con l’aiuto della straordinaria Associazione Nowdaz, www.nowzad.com, vero angelo custode in Afghanistan delle persone e degli animali, che si è resa disponibile all’accoglienza di Bruno e Chiara in attesa del trasferimento in Italia.
E’ una buona lettura, spero, di quelle che fanno bene all’anima.
La prima lettera: richiesta contatto e supporto urgente
Le scrivo da Bala Murghab (Afghanistan) .
Il nostro contingente è in fase di ridispiegamento e questa base verrà smantellata.

A farci compagnia in tutti questi lunghi mesi di missione ci sono stati 2 bellissimi e dolcissimi cani (molossoidi simili a pastori del caucaso e pelo raso) di nome Bruno e Chiara che sono con noi Italiani fin da quando erano cuccioli (credo abbiano circa 3 o 4 anni) .
Sono stati fedeli amici e attente sentinelle che hanno vigilato sulla nostra sicurezza e che facendosi anche solo accarezzare ci hanno fatto compagnia in questa missione e così è stato per centinaia di soldati Italiani passati di qui.
Può comunque leggere qui la loro storia. Orso purtroppo non c’è più mentre si è aggiunta Chiara: http://www.italnews.info/2012/01/08/bruno-e-orso-i-cani-soldato-di-bala-murghab/

I cani sono di carattere docile e amorevole, con noi italiani mentre sono assolutamente sospettosi e poco amichevoli con gli afghani in genere, anche minacciosi se gli afghani sono in abiti civili, sicuramente per i traumi subiti.
Come Le dicevo la base è in fase di smobilitazione e io come molti colleghi non intendiamo lasciare qui questi due magnifici amici.
Pur con tutte le difficoltà di un ripiegamento in territorio con ancora una forte presenza di elementi ostili, noi saremmo in grado di far arrivare i due cani a Herat presso la base italiana, ci ingegneremmo sul come fare, ma avremmo bisogno del Vostro aiuto per poterli far arrivare in Italia e dar loro un futuro .
Purtroppo come dicevo sopra se restassero a Bala Murghab diventerebbero il bersaglio di qualche elemento ostile che ne conosce la storia. E comunque non possono vivere tra la popolazione afghana di cui non si fidano e che li impiegherebbe probabilmente in qualche combattimento tra cani o li ucciderebbe per sfregio dopo averli torturati come ha già dimostrato di voler e saper fare con Bruno.
La seconda lettera: lieto fine.
“Ce l’ho fatta , sono stati sei giorni durissimi , di lavoro e pericoli, quelli insiti nel mio lavoro accompagnati dall’impegno di accudire i cani, purtroppo senza alcun aiuto o supporto, ma poco importa , la gioia di saperli in salvo ieri sera era troppo grande. Sarei felice se questa bella storia fosse raccontata e la conoscessero in Italia, non già per vanto personale, ma per dimostrare che nessuna situazione giustifica l’abbandono, perché di quello si sarebbe trattato se li avessero lasciati a Bala Murghab. Resto a Sua completa disposizione per qualsiasi necessità e per fornirLe le foto del viaggio dei due e per raccontarLe la storia per come si è svolta. Io resterò qui ancora per un po’ e se le previsioni di Louise per i cani erano esatte, rientrerò in Italia più o meno nello stesso periodo e appena possibile vorrei rivederli per mantenere la promessa che gli ho fatto mentre li consegnavo all’inviato di Nowzad.

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