PFAS, STUDIO: RIDUCONO IL TESTOSTERONE NELL’UOMO

PFAS, STUDIO: RIDUCONO IL TESTOSTERONE NELL’UOMO

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Pfas di nuovo nel mirino. In generale l’inquinamento altera negli animali e nell’uomo lo sviluppo del sistema riproduttivo-sessuale, riducendo la fertilità. Ora, in uno studio sperimentale, il team di Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia all’Università di Padova, ha individuato il meccanismo attraverso il quale i Pfas interferiscono con l’azione del testosterone, bloccando il suo recettore. Queste sostanze chimiche, utilizzate in molti prodotti industriali e al centro di un allarme contaminazione ambientale anche in Veneto, sono protagoniste di molti lavori sperimentali. Negli ultimi anni è stato ipotizzato che agiscano come interferenti endocrini, ricordano i ricercatori che oggi a Padova presentano il XXXIII Convegno di medicina della riproduzione, in programma dal 22 al 24 febbraio. Negli animali da laboratorio esposti ai Pfas, sia in fase embrionale che post-natale, lo sviluppo del sistema riproduttivo può subire modificazioni strutturali caratterizzate da un ridotto volume del testicolo e da una riduzione del numero di spermatozoi, con conseguente calo della fertilità. Il gruppo di ricerca di Foresta, coordinatore della Rete endocrinologica veneta, in collaborazione con Andrea Di Nisio e Diego Guidolin del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova e con Nicola Pozzi della St. Louis University (Usa), ha studiato i meccanismi che possono determinare una interferenza tra Pfas e controllo ormonale del sistema endocrino-riproduttivo nell’uomo. “Abbiamo dimostrato per la prima volta che i Pfas – spiega Foresta all’Adnkronos Salute – sono in grado di interferire significativamente con il legame tra il testosterone e il suo recettore, occupando lo stesso sito di legame e riducendone l’attività di oltre il 50%. E’ una scoperta che deve trovare spazio nel mettere a punto delle soluzioni, perché abbiamo capito quali sono i meccanismi che possono essere alterati da queste sostanze”.

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