PERUGIA, MICIO SCUOIATO. PROCURA FA APPELLO CONTRO ASSOLUZIONE

PERUGIA, MICIO SCUOIATO. PROCURA FA APPELLO CONTRO ASSOLUZIONE

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La Procura della Repubblica di Perugia ha proposto appello avverso la sentenza di assoluzione del giovane accusato di aver scuoiato e appeso un gatto nero di fronte a una scuola di San Sisto (Pg) nell’autunno del 2014, sollecitata anche da LAV che era parte civile nel procedimento.

“La decisione del PM di impugnare la sentenza di assoluzione del presunto torturatore dei gatti è un primo positivo passo per fare chiarezza e giustizia sulla morte del gatto nero, scuoiato e abbandonato davanti al cancello di una scuola. – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Familiari – Ringraziamo la Procura di Perugia per non aver spento i riflettori su un caso che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica e ringraziamo l’avvocato Gemma Bracco per essere al nostro fianco in questa difficile vicenda giudiziaria”.

La scuola dove è stato esposto il corpo del gatto è situata nelle vicinanze di quello che la stampa ha definito il “garage degli orrori” perché, a tre giorni dalla macabra esposizione dell’animale scuoiato i Carabinieri rinvennero maschere in pelle costituite da teste di gatto scuoiate, una ghigliottina, uno strumento per immobilizzare gli animali, vari utensili da chirurgo e siringhe usate, un vaso di vetro contenente una testa e zampe di gatto immersi in liquido, altri vasi di vetro con altro materiale organico, coltelli, uncini e martellini. Per l’occupazione di quei locali il giovane è stato condannato dal Tribunale di Perugia.

La LAV ricorda che nel corso dell’udienza del gennaio scorso, che vide l’imputato assolto per il reato di uccisione del gatto, il Giudice aveva rimesso gli atti alla Procura, che dovrà estendere le indagini agli altri gatti rinvenuti morti nella cantina occupata abusivamente e non presenti nel capo di imputazione, accogliendo quindi la richiesta di nuove indagini formulata in precedente udienza, “sollecitiamo accurate indagini affinché la verità sia accertata e al responsabile sia inflitto il massimo della pena, anche in considerazione del fatto che il maltrattamento sugli animali e la loro uccisione, oltre a essere eticamente inaccettabili e un reato, rappresentano spesso un fenomeno ‘spia’ di pericolosità sociale e comportamenti criminali”, conclude Innocenti.

Chi infierisce su animali, infatti, è spesso portato a essere violento anche in altri ambiti e ad avere comportamenti antisociali e criminali. Questa è una delle ragioni per cui la violenza nei confronti degli animali non deve essere sottovalutata e deve essere adeguatamente punita. LAV, attraverso una propria proposta di legge, chiederà al nuovo Governo e al nuovo Parlamento non solo di inasprire le pene per chi maltratta e uccide animali, ma di prevedere anche sanzioni accessorie per chi si macchia di questi crimini, come l’interdizione alla detenzione di animali.

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