PETA, APPELLO A D&G: BANDITE LE PELLICCE

PETA, APPELLO A D&G: BANDITE LE PELLICCE

391
CONDIVIDI

Munita di un nuovo video che mostra i visoni che vivono in squallore in cinque allevamenti canadesi, la Peta, stavolta fa un appello in una nota a Dolce & Gabbana che “vende borse, scarpe e cappotti di visone, tra gli altri articoli in pelliccia, per unirsi a Giorgio Armani, Jimmy Choo, Gucci, Michael Kors e molti altri stilisti e brand eminenti che hanno messo al bando le pellicce”. Ultima Donatella Versace, che ha ufficializzato oggi quanto annunciato ieri: “Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda”. Il film di Peta , rivela che i visoni di questi allevamenti sono stipati in piccole gabbie con pavimenti in filo di ferro che si conficcano nelle loro zampe. Ragnatele e ruggine coprono le loro gabbie, mentre sotto gli animali ci sono cumuli di escrementi e pozze di rifiuti infestati da vermi in decomposizione. L’enorme affollamento porta gli animali a combattimenti, ferite e persino alla morte. A diversi visoni mancavano le orecchie, la testa di un animale aveva una ferita aperta, e altri erano costretti ad arrampicarsi il corpo in putrefazione di un altro animale nelle gabbie. “Quando cosi’ tanti stilisti e case di moda, tra cui Giorgio Armani, Gucci e Michael Kors, stanno includendo tessuti caldi ed eleganti senza l’uso animali, e’ impensabile che Dolce & Gabbana continui ad usare le pellicce degli animali” afferma il direttore dei programmi internazionali Mimi Bekhechi. “Quest’ultima esposizione mostra ancora una volta che pellicce, colletti e polsini condannano animali sensibili ad una vita miserabile all’interno di minuscole gabbie di ferro in questi allevamenti”. La Peta, il cui motto recita in parte che “gli animali non sono nostri da indossare” mette in evidenza che i visoni sono animali solitari e semi-acquatici che in natura occupano migliaia di ettari di habitat paludosi. Ma negli allevamenti di pelliccia sono confinati in gabbie troppo affollate senza lo spazio necessario per pulirsi, fare i loro bisogni, nidificare, prendersi cura dei loro piccoli e riposare. L’indagine mostra che si muovono freneticamente avanti e indietro o rosicchiano i fili arrugginiti delle gabbie, segni di “zoochosi”, o follia indotta dalla prigionia.

Commenti

commenti