FRIEND OF THE SEA: COMPAGNIE NAVALI STIANO ATTENTE A BALENE

FRIEND OF THE SEA: COMPAGNIE NAVALI STIANO ATTENTE A BALENE

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Attivarsi immediatamente con azioni in grado di prevenire gli impatti delle imbarcazioni con le balene con interventi di attenzione alla sostenibilità. La richiesta, rivolta alle compagnie di navigazione, arriva da Friend of the Sea, la certificazione globale che promuove pratiche sostenibili, in occasione del Green Maritime Forum in corso ad Amburgo. “La marina mercantile gestisce attualmente oltre il 90% del commercio internazionale – spiega Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea – Alcune compagnie di navigazione hanno già avviato rigorose misure di sostenibilità. Molte altre non rispettano però ancora i requisiti minimi. Una certificazione di sostenibilità come quella di Friend of the Sea contribuisce a valorizzare gli operatori impegnati a proteggere l’ambiente da coloro che non lo sono ancora e che dovrebbero per questa ragione essere stimolati a modificare i loro comportamenti”.

A partire dal 2015, Friend of the Sea ha condotto alcune campagne internazionali per sollecitare l’industria navale a prendere in considerazione misure in grado di ridurre gli impatti delle imbarcazioni con le balene. In Sri Lanka Friend of the Sea ha proposto lo spostamento delle rotte a 15 miglia più a sud al fine di ridurre fino al 90% la mortalità delle balene dovuta all’impatto con le navi. ”Nonostante il Consiglio Mondiale per il trasporto marittimo e altre organizzazioni operanti in questo settore abbiano mostrato un sentimento di preoccupazione, i tempi di risposta si stanno dimostrando troppo lenti e il rischio è tale per cui, nel momento in cui le azioni vengono avviate, le popolazioni di balene saranno già in via dell’estinzione – spiega Bray – Solo in Sri Lanka si stimano ogni anno 1.000 impatti con le balene e molti di questi terminano con la morte degli animali. Questi incidenti si verificano in tutto il mondo ma dai dati emerge come l’industria sembri non comunicare gran parte di essi sul database ufficiale IWC (International Whaling Commission)”.

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