COMMISSIONE UE: STOP A PLASTICA MONOUSO

COMMISSIONE UE: STOP A PLASTICA MONOUSO

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“Oggi la Commissione europea, in linea con la sua strategia per le materie plastiche nell’economia circolare, ha presentato una proposta per ridurre l’impatto della plastica monouso e degli attrezzi da pesca persi nei nostri mari. Il Wwf considera le misure proposte un passo essenziale che va nella giusta direzione”. É quanto si legge in una nota dell’organizzazione ambientalista. Tuttavia, precisa il Wwf, “gli obiettivi ambiziosi di riduzione devono essere adottati a livello nazionale per quegli elementi che non sono stati esplicitamente vietati, e accompagnati da un’azione più forte a livello internazionale”. La proposta riguarda i prodotti in plastica monouso che vanno dai contenitori e coppette per alimenti agli articoli per la cura personale, vietandoli, come nel caso di cannucce e posate, o riducendo il loro uso, come nel caso dei contenitori per fast food. Introduce inoltre misure per aumentare la consapevolezza dei consumatori sugli impatti ambientali delle materie plastiche monouso e estende la responsabilità dei produttori di sostenere i costi della gestione dei rifiuti e della pulizia dei rifiuti marini.

Per quanto riguarda gli attrezzi da pesca che vengono lasciati o dispersi in mare, “questi non sono stati adeguatamente affrontati nella proposta della Commissione”, sottolinea il Wwf. “Le nostre spiagge sono invase da oggetti di tutti i generi che derivano sia dalla diportistica che dalle attività di pesca. Per quest’ultime c’è una vera invasione delle calze di plastica per la mitilicoltura, parabordi, galleggianti di ogni genere, mente le ghost net, le reti fantasma abbandonate in mare, continuano a pescare impattando drammaticamente sulle risorse e sulle specie protette o soffocano i fondali impedendo lo sviluppo delle comunità bentoniche. Sebbene i produttori di reti da pesca siano chiamati a coprire i costi di raccolta e trasporto di vecchie reti ricevute negli impianti portuali, non sono state introdotte misure per ridurre la quantità di reti abbandonate in mare. Azioni semplici come l’etichettatura degli attrezzi da pesca potrebbero avere un effetto significativo contribuendo nel contempo a prevenire anche la pesca illegale”, continua l’organizzazione.

Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia, esprime “un plauso alla risposta politica dell’Ue ai numerosi appelli dell’opinione pubblica sugli impatti dei rifiuti marini sugli oceani. Tuttavia si tratta di un problema globale al quale bisogna rispondere con una soluzione globale ma al tempo stesso lavorare su scala nazionale e di bacino per coinvolgere tutte le categorie interessate alla salvaguardia del Mare Nostrum nella battaglia contro la plastica. Conviene a tutti lavorare per un Mediterraneo in buono stato di salute: diciamo no alla previsione di avere più plastica che pesci nei prossimi anni, ma per vincere questa battaglia servono nuove regole e investimenti. Incoraggiamo l’UE e i suoi Stati membri a sostenere il processo dell’Assemblea ambientale delle Nazioni Unite (UNEA) per eliminare il rilascio di plastiche negli oceani e chiedere di adottare un ‘Accordo di Parigi’ per i nostri mari”. Il Wwf ora esorta il Parlamento europeo e il Consiglio “ad essere più ambiziosi stabilendo obiettivi di prevenzione e riduzione più chiari per garantire parità di condizioni in tutta l’Ue e includere misure aggiuntive per ridurre la plastica dalle attività di pesca. Le iniziative intraprese nell’Unione europea possono aprire la strada affinché altri possano seguire e migliorare le iniziative”.

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