ENPA A ENEL: ANIMALI ANNEGANO NEI BACINI. SERVONO RECINZIONI

ENPA A ENEL: ANIMALI ANNEGANO NEI BACINI. SERVONO RECINZIONI

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Mettere in sicurezza i bacini idroelettrici e i canali di convogliamento in tutte le aree a rischio. Lo chiede la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, alla presidente dell’Enel, Patrizia Grieco, dopo i ripetuti incidenti verificatisi nell’impianto di turbine Enel di Serra San Quirico di Serra (Ancona), dove numerosi animali – caprioli ma non solo – sono morti affogati. “Quella di San Quirico, ma sappiamo di situazioni pericolose anche in altre aree del Paese, e’ un’emergenza che si protrae ormai da troppo tempo – scrive Rocchi -. Volontari Enpa, autorita’ di polizia, protezione civile sono spesso dovuti intervenire per salvare caprioli, daini, ricci, istrici, persino cani e gatti, che, attirati dall’acqua, cadono nei canali e vengono trascinati nei bacini dove le turbine sono in azione”. “Per loro, il piu’ delle volte non c’e’ scampo, perche’ ne’ gli argini ne’ il fondale, privi di appigli, permettono di tornare a riva – prosegue Rocchi -. E cosi’ molti di loro muoiono stremati con una terribile agonia nel tentativo di salvarsi; altri, invece, rinunciano a ogni lotta e si lasciano affogare. Abbiamo segnalato il problema anche al Comune, ma non hanno fatto nulla”. “Eppure una soluzione c’e’ ed e’ a portata di mano – conclude Rocchi -. Basterebbe soltanto un po’ di buona volonta’ per ripristinare le recinzioni. Recinzioni che o sono state danneggiate dai pescatori abusivi, oppure sono su alcuni tratti del tutto assenti. Insomma una evidente situazione di pericolo non soltanto per gli animali, ma per le persone, residenti e turisti”.

(Capriolo in una foto di repertorio)

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