SAN FRANCISCO, SI E’ APERTO IL PROCESSO AL GLIFOSATO

SAN FRANCISCO, SI E’ APERTO IL PROCESSO AL GLIFOSATO

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“Lottero’ fino al mio ultimo respiro”: lo ha promesso a se stesso Dewayne Johnson, il 46enne afro-americano colpito da un tumore ormai in fase terminale, che ha trascinato dinanzi alla giustizia Monsanto, il gigante dell’agrochimica statunitense, accusandolo di aver nascosto la pericolosita’ del suo diserbante al glifosato. Durante il processo che si e’ aperto a San Francisco, gia’ definito ‘storico’ dagli attivisti, il legale di Johnson ha illustrato in modo dettagliato alla corte il gravissimo stato di salute del suo cliente, vittima dei noti erbicidi Roundup e Ranger Pro: i medici gli hanno diagnosticato un tumore incurabile del sistema linfatico e ormai un’aspettativa di vita di due anni al massimo. Dopo un mese di dibattimento i 12 giurati sono entrati nella fase deliberativa del procedimento per fare luce sulla natura cancerogena degli erbicidi incriminati e del loro principio attivo, il glifosato. Dovranno chiarire se la Monsanto abbia effettivamente cercato di nascondere i rischi di tali prodotti sia ai consumatori che alle agenzie di controllo internazionali e quanto dovra’ risarcire alle vittime. Dal 2015 il glifosato e’ classificato come “probabile causa di cancro” dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), ma non dalle agenzie europee Efsa (Autorita’ europea di sicurezza degli alimenti) e Echa (Agenzia europea dei prodotti chimici).
Prima della drammatica diagnosi, nel 2014, Johnson, padre di due ragazzini di 10 e 13 anni, era il giardiniere del Benicia Unified School District, responsabile della lotta a vegetali e animali dannosi sui terreni delle scuole della piccola localita’ californiana, a nord-ovest di San Francisco. Dal 2012 per il suo lavoro comincio’ a spruzzare centinaia di litri dei due diserbanti della Monsanto e per ben due volte la potente sostanza schizzo’ sulla sua pelle a causa di un malfunzionamento dell’attrezzatura utilizzata: apparvero subito brutte lesioni molto dolorose e poco dopo arrivo’ la terribile diagnosi. Nel 2016 Johnson ha deciso di denunciare la Monsanto, difeso da uno studio legale esperto, The Miller Firm, che ha chiesto 400 milioni di dollari di risarcimento. Johnson e’ uno dei pochi cittadini ad essere finora riuscito a far sedere Monsanto sul banco degli imputati: ha giocato a suo favore una legge californiana che obbliga la giustizia a celebrare un processo prima della morte del querelante. Ma in realta’ sono piu’ di 4.000 i cittadini statunitensi che affermano che il Roundup li ha fatti ammalare e sono intenzionati a procedere legalmente; e negli Usa sono gia’ in corso migliaia di procedimenti a carico della multinazionale americana di biotecnologie agrarie, che e’ stata acquistata lo scorso giugno dal colosso farmaceutico tedesco Bayer.

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