GIORNATA DEL LEONE, ECCO QUELLI DI MONTE ADONE (BOLOGNA)

GIORNATA DEL LEONE, ECCO QUELLI DI MONTE ADONE (BOLOGNA)

23
CONDIVIDI
leonewillbrasile.jpg

Lui si chiama Leo ed e’ arrivato a Monte Adone nel 2010. Era stato strappato dalla sua Africa da alcuni trafficanti, introdotto in Italia clandestinamente per essere usato in servizi fotografici e venduto illecitamente a circhi e mostre viaggianti. E cosi’ era stato trovato, chiuso in un furgone in una gabbia stretta e angusta, durante un controllo della Polizia stradale. Leo era un cucciolo di leone, che dopo il sequestro e’ stato affidato alle cure del Centro per la tutela della fauna di Monte Adone, vicino a Sasso Marconi, nel bolognese. Con fatica e molta pazienza, Leo e’ stato inserito nel suo nuovo ambiente, vicino a Kora, una leonessa un po’ piu’ grande di lui, arrivata nel 2009. L’adattamento e’ stato lungo e difficile, ma dopo due anni l’inserimento e’ riuscito. Tanto che nel 2013, nonostante l’impianto sottocutaneo per il controllo delle nascite impiantato a Kora e la vasectomia a Leo, per evitare le nascite di cuccioli in cattivita’, sono nati altri due leoncini: Aslan e Nala. E cosi’ oggi sono quattro i leoni ospitati a Monte Adone. Una storia a lieto fine che il centro ha deciso di raccontare oggi, 10 agosto, in occasione della giornata mondiale del leone. Lanciando allo stesso tempo un appello: “E’ possibile adottare a distanza Leo e Kora, aiutandoci cosi’ nel nostro quotidiano impegno per garantire loro il benessere e il rispetto che meritano”.
Il centro di Monte Adone negli anni si e’ preso cura di 13 esemplari di leone, sempre affidati dalle autorita’ a seguito di commercio o detenzione illegali e maltrattamento. Il primo arrivo’ nel 1989. “Oggi vogliamo ricordare questo splendido animale- spiegano da Monte Adone attraverso i social network- che a causa dell’egoismo e dell’ignoranza dell’uomo, rischia di scomparire dal pianeta. Secondo le stime dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, in soli 21 anni la popolazione del continente africano e’ calata del 42%. Le principali minacce che colpiscono il grande felino sono la riduzione, la frammentazione dell’habitat e il bracconaggio”. Proprio la storia di Leo e Kora, affermano dal centro, “e’ molto significativa e puo’ aiutare a comprendere quali ancora oggi siano le cause e le motivazioni che rendono questi animali cosi’ ‘attraenti’ per il commercio illegale e lo sfruttamento”.

Commenti

commenti