VIETNAM/2, QUANDO IL SERPENTE FINISCE NEL PIATTO

VIETNAM/2, QUANDO IL SERPENTE FINISCE NEL PIATTO

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In Vietnam la carne di serpente viene servita in diversi modi – al vapore, fritti o sotto forma di salsicce – e accompagnata da una bevanda a base di vino di riso e sangue, riservata, secondo la tradizione, a uomini over50. Un piatto sfizioso e nutriente, secondo alcuni dalle proprietà curative, ma contestato dagli animalisti. Questi animali infatti, oltre ad essere nel mirino di abili cacciatori nelle giungle nel Nord del paese, quando finiscono in cucina vengono lavati con acqua bollente mentre sono ancora vivi e poi fatti a pezzi. Il proprietario del ristorante, Duong Duc Doc, nella provincia di Yen Bai, tre ore a nord-ovest della capitale Hanoi: “Abbiamo sempre più clienti. La carne di serpente è molto buona e saporita”. Del serpente non si butta nulla, eccetto la testa e le squame. Lo chef, Dinh Tien Dung: “Il cuore del serpente, il sangue e il fegato possono essere miscelati con vino di riso come bevanda”. “La carne di serpente è deliziosa e ricca di nutrienti. Mi piace molto. Quando mangio carne di serpente, dobbiamo assolutamente bere vino con sangue di serpente o fegato o cuore”, dice questo cliente. A qualcuno non piace il trattamento cruento riservato ai rettili in cucina. Ioana Dungler, direttrice di Wild Animals Department of Four Paws International: “L’intero processo di questi animali che finiscono sul piatto o in una bevanda causa molte sofferenze ed è fatto per scopi non giustificabili”.

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