TRAPANI, UCCISO GIOVANE CAPOVACCAIO. COSTA: “PENE PIÙ SEVERE”

TRAPANI, UCCISO GIOVANE CAPOVACCAIO. COSTA: “PENE PIÙ SEVERE”

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E’ stato rinvenuto ieri, in provincia di Trapani, il corpo di uno dei due capovaccai rilasciati nel mese di agosto a Matera dall’Ispra e dal Centro Rapaci Minacciati di Grosseto. Ritrovato dai Carabinieri forestali di Palermo, dopo la segnalazione effettuata dai ricercatori dell’Istituto l’esemplare, appartenente a una specie particolarmente protetta, è stato sottoposto subito a radiografia e l’esame ha confermato la presenza di numerosi pallini nel corpo. Si tratta di un grave atto di bracconaggio contro una specie in via d’estinzione, appartenente alla famiglia degli avvoltoi, alla cui reintroduzione in natura sta lavorando Ispra nell’ambito del progetto europeo Life ”Egyptian vulture” (nome con cui è conosciuta la specie a livello internazionale). L’animale abbattuto era uno dei due esemplari nati in cattività lo scorso mese di maggio in Toscana e rilasciati in natura poche settimane fa nel Parco della Murgia Materana.

”Clara”, il nome del giovane esemplare abbattuto, aveva spiccato il volo nei giorni scorsi con la sorella ”Bianca”, dopo aver trascorso un periodo di ambientamento nel Parco del materano. Al momento erano in volo sulla Sicilia alla volta del Nord Africa. I movimenti degli uccelli erano monitorati h24 dai ricercatori dell’Ispra, grazie al sistema GPS posizionato sugli esemplari, verificando così, in tempo reale, la rotta seguita. Il corpo del capovaccaio abbattuto illegalmente è sotto sequestro ed è stata aperta un’indagine per rintracciare gli autori del grave episodio.

”Una stupida fucilata ha interrotto il viaggio della speranza di una specie così minacciata come il capovaccaio, presente in Italia con pochissime coppie nidificanti”. Così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha commentato l’uccisione del giovane esemplare di capovaccaio. Si tratta, spiega Costa, “di un gesto vigliacco e inqualificabile che ha messo a rischio anche l’efficacia di un progetto di conservazione molto qualificato. Dobbiamo fermare il bracconaggio attraverso l’inasprimento delle pene, rendendole efficaci e certe, perché non è pensabile che il nostro Paese sia ai primi posti per uccisioni illegali di fauna selvatica”.

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