UCCISO DA CACCIATORE, LAV: “RESPONSABILITÀ POLITICHE”

UCCISO DA CACCIATORE, LAV: “RESPONSABILITÀ POLITICHE”

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Migliaia di animali uccisi e due fatti di una gravità inaudita, questo il resoconto di una domenica di ordinaria follia venatoria. In provincia di Brescia i cacciatori sparano alle persone che partecipano alla ricerca di una bambina scomparsa, mentre nelle stesse ore in provincia di Imperia un cacciatore uccide un ragazzo che passeggia in compagnia del suo cane, sostenendo di averlo scambiato per un cinghiale.

L’uccisione per mano di un cacciatore di Nathan Labolani è un gravissimo omicidio che ha spezzato per sempre la vita di un ragazzo. Una tragedia annunciata da numerosi altri eventi sanguinari che continuiamo a subire per mani armate di cacciatori, puntualmente censiti dall’Associazione Vittime della Caccia: dal 1 al 30 settembre, sono 17 le persone impallinate dai fucili da caccia, ovvero 4 morti e 13 feriti, di cui non cacciatori 2 morti e 5 feriti (*1 minore ferito); nel solo Ambito Venatorio, in totale sono 15 le vittime: 2 morti e 13 feriti, di cui 1 morto e 5 feriti non cacciatori. E sono ben 114 le vittime umane della caccia, di cui 30 morti nella sola passata stagione 2017/18, tra cacciatori e persone estranee all’attività venatoria.

“Nessuna fatalità, a causa dei cacciatori continuano a morire degli innocenti e le responsabilità anche politiche sono evidenti: Nathan è stato scambiato per un cinghiale perché la caccia al cinghiale è stata anticipata di due settimane in Liguria. Se il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti non avesse firmato questo anticipo, peraltro illegittimo, attuato nonostante il parere scientifico contrario dell’ISPRA,  con un TAR che colpevolmente non si è ancora espresso in merito al ricorso che noi della LAV e altre associazioni abbiamo presentato, il giovanissimo Nathan sarebbe ancora vivo! – afferma Massimo Vitturi, responsabile LAV animali selvatici – Una passeggiata nel bosco con il cane non può trasformarsi in una tragedia: chiediamo la revoca permanente del porto d’armi per il cacciatore che ha ucciso Nathan e per coloro che si sono macchiati di uccisioni o ferimenti con armi da caccia. Il cacciatore che ha interrotto brutalmente la vita di un ragazzo appena maggiorenne è un criminale! Delle due l’una: o ha sparato sapendo a chi sparava e quindi è un criminale assassino, oppure ha sparato senza sapere chi fosse inquadrato nel suo mirino, il che è ugualmente criminale.Ora che sta per iniziare la stagione di raccolta dei funghi, per evitare nuovi incidenti, chiediamo al Ministro degli Interni Salvini, a proposito di vera sicurezza, un Decreto urgente con il quale fermi la caccia almeno di sabato e di domenica: la sicurezza di tutti i cittadini deve essere garantita tanto nella legittima proprietà privata, quanto in un bosco. Invitiamo il vice Presidente Di Maio e il Ministro dell’Ambiente Costa a sostenere questa proposta”.

“Dal nostro punto di vista non c’è dubbio che sia indispensabile sospendere la stagione venatoria e sottoporre a nuovi e più approfonditi esami tutti i cacciatori, prima che ci siano altre vittime – prosegue Massimo Vitturi – Inoltre vi è un problema aggiuntivo di sicurezza pubblica, legato alla difficoltà di far arrivare in modo tempestivo i soccorsi in aree boschive: un elemento da non trascurare perché può fare la differenza tra la vita e la morte, in casi come la tragedia che ha colpito Nathan. Per essere al fianco di tutte le vittime della caccia e per evitare nuovi lutti, invitiamo i cittadini a firmare numerosi la petizione LAV#BASTASPARARE:https://www. lav.it/petizioni/bastasparare. Noi della LAV lo sosteniamo da sempre: la caccia è un abominio e per questo deve essere abolita, quanto accaduto ieri lo dimostra definitivamente. A breve presenteremo il nostro progetto di legge per l’abolizione di questa pratica sanguinaria, sostenetelo firmando la petizione #BASTASPARARE”.

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