CACCIA, WWF A SALVINI: VITTIME IN AUMENTO, SUBITO MISURE PREVENTIVE

CACCIA, WWF A SALVINI: VITTIME IN AUMENTO, SUBITO MISURE PREVENTIVE

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“Due morti e 13 feriti in appena un mese di attività venatoria (preaperture), ma complessivamente a causa di armi da caccia i morti (da 1 a 30 settembre) sono 4 e i feriti 13 (2 morti e 5 feriti non cacciatori, tra cui un minore). Questo il bilancio della sola ‘anteprima’ della stagione venatoria in corso che emerge dai dati dell’Associazione Vittime della Caccia. Il dato complessivo della scorsa stagione parla invece di ben 114 vittime, tra cacciatori (80-20 morti e 60 feriti) e non cacciatori (34-10 morti, 24 feriti). L’aumento delle vittime tra i non cacciatori parla chiaro: la Caccia, la presenza di un ‘esercito armato’ non è più compatibile con il pacifico godimento della natura da parte di passeggiatori, escursionisti, famiglie, birdwatchers. Un vero e proprio bollettino di guerra che coinvolge infatti sia cacciatori sia persone del tutto estranee all’attività venatoria. Replicando quanto fatto lo scorso anno a fine novembre con una lettera indirizzata all’allora Ministro Marco Minniti, il Wwf – si legge in una nota – ha deciso di scrivere al ministro dell’Interno, Matteo Salvini (e per conoscenza ai ministri dell’Agricoltura e dell’ambiente Centinaio e Costa) sottolineando la gravità del problema e la necessità di intervenire con una serie di misure. Non si tratta di fatalità, come spesso si legge dalle cronache dei giornali locali, ma di incidenti tutt’altro che inevitabili e spesso causati da una ‘aperta violazione della Legge quadro nazionale (Legge n.157/1992) e delle Leggi regionali di settore’, come si legge nella lettera a firma del vicepresidente dell’associazione, Dante Caserta”. “Secondo il Wwf – continua la nota – i comportamenti più pericolosi alla base di questa escalation di morti e feriti sono: il mancato rispetto delle distanze minime da strade e centri abitati; una tendenza a sparare senza inquadrare il ‘bersaglio’; la cattiva abitudine di accompagnare le battute di caccia, soprattutto quella al cinghiale, con ‘colazioni’, spesso comprensive di vino e altri alcolici. A tutti questi fattori negativi si aggiunge l’elevata età media dei possessori di licenza di caccia. In particolare il mancato rispetto della distanza di sicurezza da abitazioni e centri abitati aumenta di molto il rischio di provocare incidenti: non sono mancati episodi nei quali i pallini da caccia hanno centrato cortili o abitazioni”.

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