LA CAGNOLINA CHE COMMUOVE L’AMERICA: “CERCO CASA, NON PORTATEMI IN CANILE”

LA CAGNOLINA CHE COMMUOVE L’AMERICA: “CERCO CASA, NON PORTATEMI IN CANILE”

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«Mi sono perso e sto cercando una casa. Il mio proprietario ha avuto un ictus e non più prendersi cura di me. Per favore non mandatemi in un canile. Sono un Coonhound di razza pura e ho sei mesi. Per favore trovatemi una casa». è questo lo straziante messaggio scritto su un cartellino attaccato al collo di Ghost, cagnolina vista per la prima volta vagava da sola in un cortile di uno sconosciuto nel Michigan occidentale. Come riporta La Stampa dopo aver letto il biglietto, la persona che ha trovato Ghost ha contattato Luvn Pupz, un gruppo che salva e si prende cura degli animali bisognosi. Quando la presidente e fondatrice Carri Shipaila ha visto ciò che era stato scritto, ha capito subito che questo non era un tipico caso di abbandono. «All’inizio, quando l’ho vista con il biglietto, sono rimasto sorpreso – spiega la donna -. Ma una volta che l’ho letto e ho visto quanto fosse amorevolmente sigillato per evitare l’umidità, sapevo che ci doveva essere dell’altro». Da allora Luvn Pupz ha dato Ghost una famiglia affidataria. Shipaila, nel frattempo, ha lanciato un appello pubblico per aiutare a trovare il suo proprietario. «Se il proprietario sentiva che non potevano provvedere finanziariamente al cane a causa di circostanze, allora credo che possiamo aiutare a mantenere il cane in casa – spiega Shipaila -. Voglio anche assicurarmi che questo proprietario sappia cosa è successo, e se il proprietario ha bisogno di aiuto dopo l’ictus, vorrei invitare la comunità a venire insieme per aiutare».

La richiesta specifica di non essere portata in canile è da collegare al fatto che, a differenza dell’Italia, in America gli animali ospitati nei canili vengono soppressi se, dopo un certo periodo di tempo, non ritrovano il proprietario o non vengono adottati. Secondo la charity “No Kill Advocacy Center” ogni anno ben due milioni fra cani e gatti vengono soppressi nei canili. Se consideriamo che ogni anno entrano nei canili circa sei milioni di animali ciò significa che ognuno di loro ha circa un terzo delle probabilità di non uscirne vivo (per la precisione il 22% dei cani e il 45% dei gatti). Ciò sebbene meno dell’1% di loro abbia malattie inguaribili che richiederebbero l’eutanasia.

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