C'E' UN GIUDICE A GERUSALEMME: IN ISRAELE LA CORTE SUPREMA "SALVA" 90...

C'E' UN GIUDICE A GERUSALEMME: IN ISRAELE LA CORTE SUPREMA "SALVA" 90 MACACHI

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La Nature and Park Authority di Israele rivedrà l’autorizzazione concessa alla società Mazor Farms per esportare negli Stati Uniti 90 femmine di macaco destinate alla sperimentazione in laboratorio. È la conseguenza dell’udienza davanti alla Corte Suprema del Paese che si è tenuta nei giorni scorsi. Il collegio composto dai giudici Salim Joubran, Hanan Melcer and Yoram Danziger ha fatto proprie le tesi sostenute dal procuratore generale Yehuda Weinstein, cioè che esistono “ostacoli legali” per l’esportazione dei macachi. E non è tutto. La Corte Suprema, riferisce l’avvocato Jonathan Shpigel, che rappresenta il gruppo animalista “Let the animals live”, ha sottolineato “un principio importante, che la società sta cambiando, che non è più accettabile quanto un tempo risultava accettabile e che è importante tener conto di questi cambiamenti sociali, specialmente quando si tratta di un tema così sentito dall’opinione pubblica come il commercio di animali destinati alla sperimentazione”.
L’udienza ha avuto luogo a seguito della richiesta del gruppo animalista di riformare la sentenza di una corte di distretto che aveva considerato legale il permesso di Mazor Farms, un centro per l’allevamento di scimmie nelle vicinanze di Petah Tikva. Le 90 femmine erano destinate ai Shin Nippon Biomedical Laboratories negli Stati Uniti, che secondo PETA ed altri gruppi di protezione animale ha precedenti in fatto di crudeltà contro gli animali.
Il procuratore generale ha rilevato che 70 degli esemplari destinati all’esportazione erano stati catturati allo stato di natura e quindi è illegale farne commercio. Inoltre Weinstein ha osservato che non vi è certezza sull’uso che SNBL farebbe dei macachi, mentre la legge israeliana consente l’esportazione di animali per la sperimentazione solo se lo scopo della ricerca è la salvezza di vite umane o la riduzione della sofferenza in esseri umani. Di qui la raccomandazione all’Autorità sulla natura e i parchi perché riesamini il permesso concesso a Mazor Farms. L’avvocato di Mazor Farms, Robert Fishman, ha sostenuto che SNBL ha l’approvazione del comitato etico degli Stati uniti, che i ritardi nel rilascio del permesso causano danni e che esso è dovuto alla volontà è del ministro israeliano dell’Ambiente, Gilad Erdan, di chiudere Mazor Farms. La Corte però ha dato ragione al procuratore generale. “La richiesta di ottenere il permesso è contraria alla giustizia e alla politica di Israele”, ha commentato un portavoce di “Let the animals live”.
È quasi inutile proporre il parallelo con la vicenda dei macachi importati a Correzzana (Monza) dalla multinazionale Harlan. Ognuno può fare le considerazioni che ritiene opportune. Colpisce, e dovrebbe far pensare tutti, l’osservazione della Corte suprema: “La società sta cambiando, non è più accettabile quanto risultava accettabile prima”. (Laura Colombo)

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