BELLUNO, STRAGE DI ABETI. DRONI ED ELICOTTERI PER “CACCIA” AL LEGNO

BELLUNO, STRAGE DI ABETI. DRONI ED ELICOTTERI PER “CACCIA” AL LEGNO

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I ‘soldati’ verdi rimasti sul campo di battaglia dopo l’ondata di maltempo nei giorni scorsi sono almeno un milione solo in Veneto. Si tratta degli alberi, abbattuti dalla furia del vento, che dovranno essere recuperati prima di pensare a ridisegnare il paesaggio montano martoriato. E’ una sfida che si annuncia improba in Triveneto per l’enorme quantita’ di materiale da raccogliere a tempo di record e per gli intoppi burocratici che gia’ si profilano all’orizzonte. Ma anche per il difficile gioco di contrappesi tra interessi pubblici e privati nell’aggiudicarsi il lavoro di raccolta. Non e’ un caso che il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini si spinga a chiedere la sospensione del decreto dignita’ per dare flessibilita’ e accelerazione al lavoro di ripristino: se il legno marcisse per terra sarebbero milioni e milioni ad andare in fumo. Oro vegetale che fa appetito a molti, come conferma il sorvolo dell’elicottero di una mega segheria austriaca su un bosco martoriato dell’Alto Adige. “Ci sono due priorita’ – sottolinea l’assessore provinciale di Bolzano Arnold Schuler – pulire i boschi dagli alberi caduti ed evitare un crollo dei prezzi”. Per questo il Veneto sta pensando di usare i droni e i satelliti per censire con precisione certosina il proprio patrimonio arboreo caduto e di affidare la commercializzazione del legname recuperato a un gestore unico regionale, Veneto Agricoltura, in modo da regolare il mercato ed evitare, appunto, gli effetti distorti della libera concorrenza. “Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si e’ abbattuta sulla regione – spiega l’assessore regionale Giuseppe Pan, che oggi e’ andato a verificare la situazione dell’Altopiano di Asiago, una delle aree piu’ devastate, dove sono centinaia di migliaia gli abeti disarcionati – abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Anche in pianura la raccolta del legname e dei detriti portati dai fiumi sta creando piu’ di un problema, al punto da far suggerire al consigliere M5s della Regione Veneto di trovare un sistema per aggirare le sanzioni. “Si deve assicurare ai cittadini la possibilita’ di recuperare la legna depositata sulle spiagge in completa liberta’ – afferma – senza rischiare nulla. Faccio appello all’assessore veneto Gianpaolo Bottacin affinche’ le assurde norme sui rifiuti spiaggiati, in larga parte legname, vengano riviste prima possibile”. Che la questione stia diventando una priorita’ lo conferma pure Jesolo, una delle localita’ a maggior tasso turistico, soprattutto straniero, dell’Adriatico. In vista della prossima stagione estiva l’assessore comunale al demanio marittimo Esterina Idra vuole correre subito ai ripari. “Chiediamo che lo ‘spiaggiato’ – propone – venga classificato come rifiuto verde, abbattendo cosi’ gli attuali elevati costi del suo trattamento”. A pensare in positivo al recupero del legname come volano economico e occupazionale e’ Daniele Zevi, generale del Comando Carabinieri-Forestale del Veneto, da pochi mesi in pensione. “Sarebbe importante riuscire a far ripartire alcune segherie e altri edifici sparsi sull’Altopiano di Asiago – propone – dando lavoro anche ai giovani per lavorare il legname senza portarlo in pianura. Potrebbe diventare un’opportunita’ anche l’eventuale seconda fase: nei prossimi anni sarebbe assurdo – conclude – che i veneti vadano ad acquistare pellet in Austria o nei Paesi dell’Est Europa, si puo’ avviare una produzione di pellet da abeti locali”.

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