CIRCO SENZA ANIMALI. LAV A GOVERNO: SERVE DECRETO LEGISLATIVO

CIRCO SENZA ANIMALI. LAV A GOVERNO: SERVE DECRETO LEGISLATIVO

214
CONDIVIDI
leone circo.png

Il circo senza animali èuna realtà, in Italia e nel mondo (il Cirque du Soleil è tra i più noti, il circo virtuale con ologrammi, il Circo Contemporaneo), e surclassa lo spettacolo anacronistico, non competitivo e avvilente che ancora usa animali e scontenta tanti spettatori, al punto da essere in crisi da anni, oltre a riproporre un modello arcaico di sottomissione dell’animale che non si concilia con l’accresciuta sensibilità collettiva verso gli animali.

Elefanti, tigri o giraffe non sono soubrette né clown. Governo – Vice Presidente Di Maio, Ministri delle Attività Culturali Bonisoli, dell’Ambiente Costa e della Salute Grillo – c’è una scadenza da rispettare: quella della Legge-delega sullo spettacolo n.175 del 2017. Entro il prossimo 27 dicembre il Governo deve dire come e da quando non utilizzare più gli animali nei circhi e negli altri spettacoli viaggianti. “Il gran finale è vostro”: questo l’appello che LAV rivolge al Governo perché si affrettino a dare attuazione alla riforma #CAMBIACIRCO.

“Manca poco tempo per scrivere questo provvedimento che poi dovrà essere esaminato da Parlamento, Consiglio di Stato, Conferenza Stato-Regioni – afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV – Noi abbiamo una proposta: stop all’uso animali entro tre anni, un obiettivo realizzabile considerando anche l’esperienza degli altri Paesi che hanno adottato analoghe Leggi. In questo modo salveremo tutti gli animali, circa 2000, in destinazioni adatte, senza ulteriori acquisizioni dai circhi.”

Un percorso necessario secondo LAV che aprirà la strada al rilancio del settore, con circa 100 i circhi italiani attualmente in esercizio, diventando così davvero umano e un vero spettacolo. Nessuna perdita di posti di lavoro, ma riqualificazione e rilancio di questo settore che da anni è in crisi di pubblico – secondo una recente indagine Censis – anche a causa dell’utilizzo di animali e dei conseguenti elevati costi di mantenimento.

ENTRA IN AZIONE INSIEME A NOI! #CAMBIACIRCO (www.lav.it/campagne/cambia- circo)

Approfondimento: il parere degli esperti e l’opinione pubblica

Cosa pensano gli Italiani: Eurispesrileva che il 71,4% degli italiani è contrario all’uso di animali nei circhi.
Indagine Censis: i circhi con gli animali in Italia sono in crisi economica, lo rileva il Rapporto (2017) dell’Istituto di Ricerca CENSIS commissionato da LAV. La riconversione di questo settore è urgente per dare un futuro occupazionale ai tanti addetti e agli artisti.
Medici veterinari (FVE, FNOVI) critici: la Federazione Veterinari Europei (FVE) e la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI)si sono già espresse affermando che gli animali, in particolare i mammiferi esotici, non possano essere detenuti per scopi ludici dell’uomo, evidenziando le necessità etologiche degli animali e i fattori di stress (es. luci, rumori, gabbie, comportamenti innaturali e spesso opposti alle caratteristiche della specie, convivenza forzata di specie diverse come preda e predatore) connessi a tali attività.
Etologi critici: più di 20 Professori Universitari di tutto il mondo, specializzati in etologia, ecologia e studi similari, hanno sottoscritto la “Dichiarazione sul benessere e i bisogni etologici degli animali selvatici ed esotici nei circhi”: gli scienziati firmatari con un’estesa esperienza di ricerca nel campo della biologia degli animali esotici, ecologia ed  etologia, dichiarano che gli animali selvatici ed esotici non sono adatti a una vita nei circhi’. La Dichiarazione, inoltre, sottolinea che gli animali che si trovano in cattività nei circhi o che ne sono nati, anche da generazioni, mantengono le stesse identiche esigenze etologiche e di benessere psico-fisico dei propri simili in natura.
La svolta in quasi 50 paesi: su 28 Stati dell’Unione Europea, più della metà hanno già introdotto legislazioni (totali o parziali) per circhi senza animali. Numerosi anche i Paesi di altri continenti: es. Messico, Costa Rica, Iran, India, Perù, Bolivia, Colombia, Israele, ecc. E l’Italia cosa aspetta?#CAMBIACIRCO (www.lav.it/campagne/cambia- circo)

Commenti

commenti