MARCHE, ENPA: ANACRONISTICHE MISURE SU CACCIA AL CINGHIALE

MARCHE, ENPA: ANACRONISTICHE MISURE SU CACCIA AL CINGHIALE

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L’Enpa contro le misure decise dalla Regione Marche per la caccia al cinghiale. “La scienza ha da tempo chiarito che la caccia di ‘selezione’ e’ inutile e dannosa- spiega in una nota Andrea Brutti, dell’ufficio Fauna selvatica dell’Ente nazionale protezione animali -. Ciononostante la Regione Marche, forse con la speranza di guadagnare briciole di consenso, continua a seguire la strategia anacronistica delle uccisioni di animali ed in particolare di cinghiali”. Secondo l’Enpa le misure approvate dall’amministrazione regionale e sollecitate dalle associazioni di categoria, in primis da Coldiretti, autorizzano una sorta di caccia ‘no limits’ ai cinghiali. “Il risultato finale di questo provvedimento sara’ la destrutturazione della piramide delle classi di eta’, che, a sua volta, andra’ ad accrescere il potenziale riproduttivo degli animali – continua Brutti-. Se si volesse veramente risolvere il problema si farebbe prevenzione invece di concentrarsi su abbattimenti che vengono ‘autorizzati’ da oltre 25 anni senza risolvere nulla”. Brutti cita la legge 157 del 1992 per prevenire e risolvere i problemi di convivenza con gli animali selvatici. “La legge non prevede in alcun modo che le uccisioni di animali siano compiute da figure come quelle dei selecontrollori o dei cacciatori- conclude-. Peraltro, tale principio e’ stato ribadito anche dalla Corte costituzionale con ben quattro sentenze”.

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