FESTA DEGLI ALBERI: ROVINATA DA STRAGE DI 14 MILIONI DI PIANTE

FESTA DEGLI ALBERI: ROVINATA DA STRAGE DI 14 MILIONI DI PIANTE

357
CONDIVIDI

A rovinare la festa degli alberi quest’anno è la strage di circa 14 milioni di piante causata del maltempo che rischia di compromettere l’equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane mettendo a rischio la stabilità idrogeologica. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata dell’albero che si celebra il 21 novembre. Ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi ed abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli dove nelle montagne – sottolinea la Coldiretti – la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge senza dimenticare gli effetti sulla grande varietà di vegetali e sulla popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che popolano i boschi. Al danno ambientale si aggiunge – continua la Coldiretti – quello economico con importanti ripercussioni sull’intera filiera del legno e sul turismo con le attività legate alla raccolta dei frutti del bosco, in aree spesso a rischio spopolamento. Una situazione drammatica sulla quale – sottolinea la Coldiretti – occorre subito intervenire risarcendo gli operatori colpiti e promuovendo attraverso opportuni incentivi il reimpiego degli alberi caduti o abbattuti In questa fase – precisa la Coldiretti – le proposte che incentivano la ripresa tanto delle attività forestali quanto di quelle che promuovono l’acquisto e l’utilizzazione del materiale caduto o abbattuto vadano senza dubbio sostenute.

Nelle aree colpite – continua la Coldiretti – si sta facendo largo l’idea di non piantare nuovi alberi su tutta la superficie a bosco distrutta ma gestire i territori con un vero e proprio piano regolatore verde che garantisca l’ambiente, valorizzi nuove attività agricole dove possibile e risponda alle esigenze di rifornimento della filiera sulla base delle quantità di legno che realmente sono necessarie, oltre a ripiantare varietà autoctone che meglio resistano alla violenza di eventi climatici sempre più estremi. Ma occorre intervenire anche sulla prevenzione favorendo la gestione dei terreni cosiddetti silenti, per i quali è difficile risalire ai proprietari o farli impegnare in una corretta gestione dei suoli. In questi casi occorre dare l’opportunità ad altri proprietari e ad altri operatori di gestire questi terreni per garantire non solo lo svolgimento di funzioni produttive, ma soprattutto di quelle funzioni ambientali e di difesa idrogeologica. Lo spazio per un rilancio della forestazione nazionale è enorme se si considera che – spiega la Coldiretti – l’Italia importa dall’estero più dell’80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento per un importo di 4 miliardi nel 2017 ed un incremento del 5% nei primi sette mesi. L’industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato. Ci sono tutte le condizioni per trasformare una tragedia in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy. I boschi italiani, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare – conclude la Coldiretti – non solo il serbatoio naturale di assorbimento del carbonio, ma anche un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna.

Commenti

commenti