BIBBIENA (AR), SINDACO A LAV: NESSUN ACCORDO PER UCCIDERE I COLOMBI

BIBBIENA (AR), SINDACO A LAV: NESSUN ACCORDO PER UCCIDERE I COLOMBI

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Nelle scorse settimane, a seguito di articoli di stampa locale che riportavano la notizia di un accordo tra il Sindaco di Bibbiena e Enalcaccia, al fine di far uccidere i colombi cittadini dai cacciatori, LAV si era immediatamente mobilitata in difesa dei colombi, chiedendo al Comune di Bibbiena copia dell’accordo chiamato in causa dai media.

Se già ad un primo riscontro il Comune aveva negato ogni accordo, oggi arriva conferma ufficiale dal Sindaco, il quale scrive alla LAV che “il Comune non ha attivato nessuna convenzione con associazioni venatorie” destituendo di ogni fondamento le notizie circolate.

“Forse è il caso di ricordare che il colombo è una specie appartenente alla fauna selvatica nazionale, quindi protetta dalla Legge 157/92, come oramai consolidato anche da granitica giurisprudenza – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici, il quale precisa – i Comuni non hanno alcuna competenza generale in materia venatoria, infatti, la Legge citata consente interventi di “controllo” della fauna selvatica, solo per comprovati motivi legati alla gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche”.

In altre parole, si tratta di casi eccezionali in cui il controllo deve essere effettuato esclusivamente tramite mezzi incruenti. Solo laddove viene dimostrato che tali metodi non hanno riscontrato alcuna efficacia, è allora possibile attivare piani di abbattimento ad opera di figure pubbliche – quindi non cacciatori – con l’esclusione, per evidenti motivi legati alla sicurezza dei cittadini, degli ambiti urbani!

 Accanto alle considerazioni di carattere legale, ed etico, ci sono poi i riscontri sull’efficacia: tentare di ridurre la popolazione urbana di colombi con metodi cruenti è un’operazione costosa che non ha alcun senso, perché le zone lasciate libere dai colombi, sono presto rioccupate. Un intervento inutile, che tuttavia comporta elevati rischi per i responsabili delle uccisioni, che possono essere incriminati per la violazione dell’art.544 bis del codice penale, con una pena detentiva fino a due anni.

“Eppure, in luogo del ricorso a metodi cruenti, inutili, e penalmente perseguibili, esistono semplici azioni che ogni amministrazione potrebbe efficacemente mettere in pratica”, dichiara Vitturi che fornisce alcune indicazioni per la gestione incruenta della presenza dei colombi nelle aree urbane. Per il Comune di Bibbiena, così come per le tante città d’Italia alle prese con questo problema.

Per una serena convivenza tra uomini e presenza dei colombi nelle aree urbane, l’unica strada da percorrere, efficace ed economica, consiste nel ridurre la “capacità portante del territorio”, intervenendo sulle risorse alimentari disponibili e sui siti di possibile nidificazione.

Una formula intuitiva che si riassume in due semplici passi alla portata di ogni Amministrazione:

1.       FARE PULIZIA: se a Bibbiena – come in altre città Italiane – si riscontrano problemi di convivenza tra cittadini e colombi, si deve prima di tutto intervenire sulla pulizia della città e sul servizio di asporto dei rifiuti urbani.

2.       IL CONTROLLO DEGLI EDIFICI: allo stesso tempo, il Sindaco deve obbligare i proprietari di eventuali stabili abbandonati, a adottare le misure minime di buon senso perché gli edifici non si trasformino in alberghi per colombi, installando reti a chiusura di ogni pertugio e dissuasori d’appoggio in plastica sui cornicioni.

Attivando queste semplici misure è possibile risolvere in fretta ed in economia la stragrande maggioranza dei problemi derivanti dalla convivenza tra colombi e umani nei centri urbani. Agire diversamente porterà inevitabilmente al fallimento, comportando un inutile dispendio di risorse pubbliche, quando non anche un procedimento penale nei confronti dei responsabili di eventuali uccisioni.

LAV è a disposizione per fornire la sua competenza di merito, nel mentre continuerà a vigilare perché siano rispettate le norme poste a tutela degli animali selvatici e quindi anche dei colombi.

(Colombo, frame da YouTube)

 

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