LECCE, 15 INDAGATI CON LA SOCIETA’ DEL GASDOTTO TAP

LECCE, 15 INDAGATI CON LA SOCIETA’ DEL GASDOTTO TAP

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C’e’ un primo punto fermo nelle indagini che riguardano presunti reati ambientali che sarebbero stati commessi nel Salento per i lavori di realizzazione a Melendugno dell’approdo pugliese del gasdotto Tap. La Procura di Lecce ha infatti notificato oggi l’avviso di conclusione delle indagini a 15 persone e alla societa’ Tap, per presunti illeciti commessi in due siti del cantiere del gasdotto e per differenti tipologie di interventi. Tra gli indagati figurano il country manager di Tap Italia Michele Elia, e Gabriele Paolo Lanza, project manager di Tap in carica dal 15 marzo scorso, oltre ad imprenditori e rappresentanti delle ditte che stano eseguendo i lavori. In particolare l’inchiesta, che raggruppa due filoni delle indagini su Tap, riguarda i lavori che sono stati realizzati in localita’ “Le Paesane” a Melendugno, dove lungo il tracciato che sara’ seguito dal gasdotto sono stati espiantati 445 ulivi per consentire la realizzazione della trincea che ospitera’ il microtunnel. Secondo le indagini affidare al Noe, sarebbero stati espiantati alberi d’ulivo in un periodo diverso da quello autorizzato e, come attivita’ propedeutica all’espianto, sarebbe stata realizzata una recinzione con new jersey, rete metallica e filo spinato in assenza di autorizzazioni. Secondo l’accusa, l’autorizzazione di variante in corso d’opera rilasciata dal Mise il 14 marzo, era stata concessa sul presupposto che la nuova recinzione non interessasse aree soggette a vincolo paesaggistico come invece risultava l’area all’interno del cantiere in localita’ Le Paesane. L’altra parte dell’inchiesta riguarda i lavori realizzati in localita’ San Basilio di San Foca, sempre a Melendugno, dove l’accusa ipotizza l’inquinamento della falda e del sottosuolo per la dispersione di sostanze pericolose, tra cui il cromo esavalente, durante i lavori per la realizzazione del pozzo di spinta del gasdotto. L’ipotesi e’ che non sia stata realizzata correttamente la impermeabilizzazione dell’area del cantiere. In questo modo, ipotizzano gli investigatori sarebbe stata compromessa la falda acquifera. Tra gli indagati cui e’ stato notificato oggi l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal procuratore Leonardo Leone De Castris e dal sostituto Valeria Farina Valaori (e che hanno 20 giorni per presentare controdeduzioni), ci sono, oltre ad Elia e Lanza, l’imprenditore di Veglie (Lecce) Lucio Mello, alla cui ditta Tap ha affidato i lavori del gasdotto e altri dirigenti e legali rappresentanti delle ditte che stanno prendendo parte ai lavori. Nei giorni scorsi il cantiere in localita’ Le Paesane, finito sotto sequestro lo scorso aprile, era stato stato dissequestrato.

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