TRIVELLE, ASSOMINERARIA: “POPULISMO ENERGETICO”

TRIVELLE, ASSOMINERARIA: “POPULISMO ENERGETICO”

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Quello che sta accadendo sul tema Trivelle attiene a un “populismo energetico basato sulla totale non conoscenza dei fatti tecnici e delle leggi”. Lo affermano all’ANSA fonti di Assomineraria, l’associazione che rappresenta 116 aziende attive nella ricerca e nella produzione di risorse minerarie. L’associazione ricorda che “recenti studi dimostrano come l’Adriatico sia pieno di gas”, ma “l’ostilita’ ideologica rischia di restare li’: tante multinazionali sono infatti gia’ fuggite dal nostro Paese e non investono piu'”.

Assomineraria, innanzi tutto, vuole sgombrare il campo da “un equivoco: nel Mar Ionio (dove le autorizzazioni sono definitive, ndr) non e’ stato dato il via a nessuna trivellazione, ma solo a permessi di ricerca esplorativa”, che tra l’altro sono fondamentali anche per “la conoscenza del sottosuolo marino in un Paese a rischio terremoti come l’Italia, che non dispone di nessuna stazione sismica a mare”. Parlando piu’ in generale, comunque, Assomineraria ricorda che l’ostilita’ nei confronti di questo settore ha fatto precipitare la produzione di gas in Italia “dai 21 miliardi di metri cubi l’anno di circa 15 anni fa agli attuali 6 miliardi di metri cubi: il crollo si e’ verificato quando e’ iniziata la pressione per bloccare gli investimenti, che ha scoraggiato le compagnie, fuggite dall’Italia”. Una fuga che, tra l’altro, “pesera’ anche sulle tasche dei contribuenti: basti pensare al caso della Rockhopper in Abruzzo, che e’ stata costretta a rinunciare dalle resistenze locali malgrado avesse cominciato l’investimento e adesso sta andando all’arbitrato internazionale”. Quindi, conclude l’associazione, “se non si riprendono gli investimenti gli idrocarburi prodotti saranno sempre di meno, ma non e’ che si ferma il traffico o non si fanno piu’ partire gli aerei. Semplicemente, lasciando le risorse li’ dove stanno, si compra all’estero aggravando di costi tutto il sistema”. E indebolendolo da un punto di vista delle competenze, se e’ vero che l’Italia e’ stata storicamente apripista in questo settore, con “uno dei primi progetti mondiali nelle acque profonde sviluppato a Taranto”. Assomineraria respinge le accuse anche sul tema della pratica dell’air gun sottolineando che la tecnologia si e’ evoluta e, per esempio, “non viene utilizzato quando transitano i cetacei, che ormai si spiaggiano perche’ ingeriscono le buste di plastica” e non perche’ disturbati dalle onde emesse dagli strumenti.

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