CINGHIALI, LAC: STRATEGIA DEL MONDO VENATORIO PER CONQUISTARE IL TERRITORIO

CINGHIALI, LAC: STRATEGIA DEL MONDO VENATORIO PER CONQUISTARE IL TERRITORIO

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“Quella del cinghiale rappresenta una precisa, calcolata e pianificata “strategia di conquista” del territorio da parte del mondo venatorio che viene da lontano”. Lo scrive il responsabile Lac Marche Danilo Baldini dopo la polemica che si e’ riaccesa a seguito dell’incidente stradale mortale sull’autostrada A1 nei pressi di Lodi causato da alcuni cinghiali che hanno attraversato la carreggiata probabilmente dopo aver scavato sotto le barriere laterali. “Gia’ 25 – 30 anni fa – ricorda Baldini si cominciava a discuterne in questi termini nelle Marche, come in Umbria e Toscana, da dove questo ‘fenomeno’ ha avuto inizio, con l’immissione da parte di associazioni venatorie della specie dell’Est Europa, fatta incrociare a proposito con i maiali, per creare un ibrido particolarmente vorace, grosso e prolifico, in grado di adattarsi e di propagarsi in breve tempo nel territorio”. “Tutto cio’ – afferma il responsabile Lac Marche – ad esclusivo beneficio dei cacciatori, che ne avrebbero poi rivenduto la carne ai mattatoi ed ai ristoranti di cacciagione”. “Fino ad allora, in Italia – ricorda – il cinghiale era presente solo in Sardegna e nella Maremma toscana e laziale con la sottospecie italica, molto piu’ piccola e meno prolifica e perfettamente integrata da sempre nel suo habitat naturale”. “Il resto – attacca Baldini – lo hanno fatto i nostri politici ed amministratori regionali con una gestione faunistica volutamente sbilanciata in funzione pro-venatoria, che pretende sempre maggiori spazi e tempi dilazionati per cacciare questa specie”. Nel mirino anche media e social network, per aver “enfatizzato il problema” con la conseguente “falsa percezione che sia in atto una vera e propria ‘invasione’ delle citta’ da parte dei cinghiali e indicando quindi nella figura del cacciatore il ruolo dell’eroe, salvatore della Patria”.

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