LECCE, SEQUESTRATI CAPI D’ABBIGLIAMENTO PROVENIENTI DALLA CINA

LECCE, SEQUESTRATI CAPI D’ABBIGLIAMENTO PROVENIENTI DALLA CINA

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In provincia di Lecce, a Surano, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Bari del Cites, specializzati nella convenzione di Washington sul commercio internazionale di specieanimali e vegetali a rischio di estinzione, hanno sequestrato oltre 50 capi di abbigliamento, soprattutto capispalla realizzati in parte con pellicce allevate e provenienti dalla Cina. La normativa europea vieta l’introduzione e l’uso di pellicce ottenute da animali quali il procione, il coyote, la lince ed altri, provenienti da Paesi che non assicurino che per la loro cattura, allevamento e abbattimento non siano usate tagliole o metodi cruenti che producano gravi sofferenze. I capi non riportavano all’interno l’etichetta indicante la specie utilizzata per la realizzazione delle parti in pelliccia e per questo i Carabinieri del Cites di Bari hanno provveduto a sequestrare la merce illegale irrogando anche sanzioni amministrative. Non è la prima volta che il settore della moda viene sottoposto a controlli mirati da parte del Nucleo Cites. Negli anni scorsi, con le operazioni ”Racoon” e ”Rascal”, furono circa mille i capi di abbigliamento griffati ”made in Italy” sequestrati. Il fenomeno del traffico di esemplari di animali (vivi, morti o parti derivate) appartenenti a specie protette, destinati all’industria della moda, registra ancora numeri elevati.

(Pelliccia in una foto di repertorio)

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