CANILE MURATELLA, FDI PRESENTA UN ESPOSTO

CANILE MURATELLA, FDI PRESENTA UN ESPOSTO

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“La situazione presente al canile comunale della Muratella si prospetta ogni ora sempre piu’ preoccupante, sia per gli animali che per gli operatori e i volontari che ci lavorano. Dal sopralluogo di ieri sono emerse criticita’ che non lasciano dubbi sul fatto che la situazione igienico-sanitaria sia sfuggita di mano alla Asl, ente regionale alle dipendenze di Zingaretti, e al Comune di Roma, che invece di vigilare sulle gravi carenze presenti nella struttura si disinteressano completamente di quanto sta accadendo. Questa mattina come Fratelli d’Italia abbiamo presentato un esposto ai Nas e a varie entita’ quali il ministero della Salute, il sindaco di Roma, il presidente della Regione Lazio, la Asl Roma 3 e il dipartimento tutela ambientale, per denunciare le gravi condizioni di disagio presenti nel canile, prima fra tutte la presenza invasiva di topi nelle stanze di ricovero degli animali, al punto che le feci dei roditori, che vagano indisturbati, sono presenti nelle gabbie di degenza con gravi rischi per la salute di animali e persone, considerato che in occasione del sopralluogo di ieri nelle stanze suddette era presente un odore nauseabondo insopportabile, oltre alla presenza di alcuni topi morti proprio davanti alle porte d’ingresso”. Lo dichiarano in una nota gli esponenti di Fratelli d’Italia, Francesco Figliomeni, vicepresidente dell’Assemblea capitolina, e Andrea De Priamo, capogruppo in Campidoglio. “Nelle stanze di ricovero, che dovrebbero essere chiuse come da provvedimento della Asl Roma 3 del 23 gennaio 2019 – si legge nella nota -, sono ricoverati cani e gatti insieme senza separazioni e l’aspetto grave di questa situazione paradossale e’ che nella struttura della Muratella non esistono ambienti dedicati agli animali con malattie infettive come la parvovirosi e la gastroenterite, con elevato rischio di contagio per gli animali di nuovo ingresso. I cani a lunga permanenza del settore C sanitario tra l’altro, non possono essere fatti uscire dai volontari ma soltanto dagli operatori e di conseguenza non rientrano nelle adozioni ed inoltre gli animali presenti al sanitario entro 15 giorni dovrebbero essere spostati al rifugio, ad eccezione di quelli con patologie particolari. Chiediamo di verificare eventuali responsabilita’ a qualsiasi livello tese a ledere la protezione e il benessere degli animali ospitati, dei volontari e degli operatori presenti, di valutare la salubrita’ dell’ambiente e di esaminare le circostanze al fine di appurare eventuali profili di illiceita’ penale e/o erariale, nonche’ sia accertato qualsiasi atto teso a ledere i diritti degli animali”.

(Foto di repertorio)

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