ESERCITO, ON. BRAMBILLA SUL “PENSIONAMENTO” DEI CANI

ESERCITO, ON. BRAMBILLA SUL “PENSIONAMENTO” DEI CANI

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Riportiamo, di seguito, il testo di un’interrogazione dell’on. Michela Vittoria Brambilla sul pensionamento e il successivo mantenimento dei cani dell’esercito:

Al Ministro della difesa. – Per sapere – premesso che: il 19 febbraio 2019 è stato pubblicato sul portale infodifesa.it un articolo a firma «Il personale graduato», dal titolo «Esercito: demansionamento dei conduttori ultra 40enni e disinteresse per i cani in congedo»; dal testo si desume quanto segue: 1) i cani dell’unità cinofila dell’Esercito, considerati «militari a tutti gli effetti» e impiegati anche all’estero in azioni di ricerca esplosivi e di bonifica, sono operativi fino all’età di otto anni, durante i quali ricevono cibo, cure veterinarie e, se del caso, anche decorazioni; 2) raggiunta l’età massima, gli animali «congedati» possono essere affidati ad un civile o, come accade per lo più, al loro conduttore, che deve prendersene cura in toto, pagando di tasca propria cibo, terapie e medicine; 3) c’è un limite di età anche per il conduttore, al quale, compiuti 40 anni, non è più consentito l’abbinamento con un altro cane operativo -: se corrisponda a verità quanto esposto nell’articolo e, in tal caso, se il Ministro interrogato non ritenga opportuno assumere iniziative per garantire una serena vecchiaia ad animali così benemeriti e per non disperdere la professionalità dei loro conduttori.

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