APPELLO EX ITALCARNI, CONDANNE CONFERMATE

APPELLO EX ITALCARNI, CONDANNE CONFERMATE

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“Lo scandalo del macello ex-Italcarni in provincia di Brescia continua a fare i conti con la giustizia”, afferma la LAV: il Tribunale di Appello di Brescia ha oggi confermato la condanna per maltrattamento di animali a carico di uno dei due medici veterinari imputati. Una vicenda giudiziaria complessa portata avanti dall’Ufficio Legale LAV e dall’Avv. Arena.

Questa nuova pronuncia conferma la condanna in primo grado per uno dei due medici veterinari per maltrattamenti di animali (art. 544 ter c.p.) e per falso per aver omesso le visite agli animali prima della macellazione (art. 479 c.p.), mentre, per l’altro imputato, viene confermata la condanna per minacce (art. 336 c.p.) a una collega, fatti che hanno dato il via all’inchiesta.

Pena fissata a un anno e otto mesi per il veterinario colpevole dei reati di maltrattamento e falso, e a sei mesi per l’altro imputato condannato per minacce.

Animali in terribili condizioni, non più in grado di reggersi sulle zampe che, anziché essere abbattuti in allevamento come prevedono le norme, senza sottoporli a tali sofferenze, venivano scaricati e spinti con trattori o muletti, trascinati con catene pur di farli macellare comunque, presi a calci, pungolati con forconi.

“Una vicenda gravissima, per le sofferenze inflitte agli animali, oltre che dal punto di vista dell’etica e della professionalità dei servizi veterinari, che dovrebbero garantire trasparenza e efficacia dei controlli – sottolinea la LAV – Alla luce di tale pronuncia, ci chiediamo se non siano opportuni dei provvedimenti, eventualmente anche disciplinari, nei confronti dei condannati e di tutti coloro che avevano il dovere professionale e morale di conoscere e non tollerare un simile modus operandi, trattandosi di un ambito che interessa animali mandati al macello e sulle tavole dei consumatori”.

Quello Italcarni, è il primo processo in cui videocamere nascoste – che hanno documentato settimane di sevizie alle mucche – vengono posizionate in un macello, a opera di una Procura. Ci chiediamo cosa accadrebbe se fossero nuovamente poste telecamere in altri macelli italiani?
“Riteniamo fondamentale un’azione di sorveglianza sui luoghi di produzione zootecnica: anche la nostra associazione è da tempo impegnata in investigazioni in allevamenti, di cui la più recente è andata in onda solo pochi giorni fa al Tg2. Non si può continuare a parlare di casi isolati, per questo rinnoviamo il nostro appello al Ministro della Salute con tre linee di azione per cambiamenti concreti:

l’urgente convocazione di una Conferenza Stato-Regioni per esaminare la situazione degli allevamenti e orientare i servizi veterinari pubblici in un piano straordinario di controlli che faccia emergere le sacche di illegalità e i pericoli per il bene degli animali e la salute dei cittadini; l’emanazione di un disegno di legge del Ministero della Salute che introduca specifiche fattispecie omissive e adeguate sanzioni per i veterinari di sanità pubblica e per i veterinari aziendali in tema di benessere degli animali e di salute pubblica; la previsione di meccanismi di trasparenza sui controlli effettuati dai servizi veterinari delle ASL a titolo di rendicontazione annuale, con una puntuale e periodica comunicazione al pubblico dei risultati di indagine al fine di mostrare le attività di tutela del benessere e della salute pubblica dei cittadini, rafforzando quindi lo strumento del Piano nazionale benessere animale del Suo Ministero oggi non più al passo con le esigenze dei cittadini e consumatori.

Si tratta di aspetti importanti e delicati per i quali confidiamo in una presa di posizione del Ministro Giulia Grillo auspicando inoltre l’intervento del Presidente della Regione Fontana, per quanto attiene la sua competenza sui servizi veterinari ASL e la dovuta intensificazione del sistema di controlli”.

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