TRAPANI, MIA UCCISA CON UNA PIETRA AL COLLO. LNDC CONTRO ARCHIVIAZIONE

TRAPANI, MIA UCCISA CON UNA PIETRA AL COLLO. LNDC CONTRO ARCHIVIAZIONE

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Nel luglio scorso Mia, una cagnolina meticcia, fu salvata da alcuni bagnanti dopo essere stata buttata in mare con una pietra legata al collo in provincia di Trapani. All’epoca l’episodio ebbe una fortissima eco mediatica, tanto da essere commentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che in quell’occasione si impegnarono a far inasprire le pene per i reati contro gli animali. “Un impegno che ad oggi non ha ancora avuto seguito, ma che tutti gli amanti degli animali e i sostenitori della legalità attendono con ansia” si legge in una nota della Lega per la difesa del cane in cui si stigmatizza la decisione del pm del Tribunale di Trapani di chiedere l’archiviazione per il procedimento a carico del padroine dell’animale. Il procuratore infatti ha ritenuto credibile la versione fornita dall’uomo, che ha dichiarato che avrebbe portato la cagnolina al mare per lavarla, che avrebbe collocato il collare su uno scoglio mettendoci una pietra sopra e che la cagnolina sia scappata scivolando in acqua. “In venti anni di avvocatura mi è capitato davvero raramente di leggere delle motivazioni così assurde”, afferma Michele Pezone, legale di LNDC. “Mi auguro che il Gip del Tribunale di Trapani respinga già di sua iniziativa questa richiesta di archiviazione, ma in ogni caso LNDC presenterà opposizione formale perché il racconto dell’uomo è totalmente inverosimile. Faremo tutto ciò che ci è consentito dalla legge per fare maggiore chiarezza sulle sue responsabilità”. “Sono davvero sconcertata da questo provvedimento del PM”, commenta Piera Rosati, presidente LNDC. “Accade spesso, purtroppo, che la magistratura sottovaluti i reati contro gli animali ma questa richiesta di archiviazione ha del grottesco”.

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