LA RUSSIA PROVA A RESTITUIRE LA LIBERTÀ A 100 BALENE

LA RUSSIA PROVA A RESTITUIRE LA LIBERTÀ A 100 BALENE

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Alla fine hanno vinto gli ambientalisti, scesi in campo in forze e capitanati da star del calibro di Leonardo di Caprio: decine di balene saranno liberate e restituite al mare. Il ministro russo delle Risorse naturali, Dmitri N. Kobylkin, ha dato il ‘via libera’ alla liberazione di 100 balene che erano state catturate e rimanevano bloccate nella cosiddetta ‘prigione di balene’, nella Baia di Srednyaya, in Russia orientale. L’annuncio ufficiale e’ giunto dopo mesi di pressioni su Mosca da ambientalisti di tutto il mondo, mobilitati da fine 2018 per salvare i cetacei prima che fossero venduti ad acquari cinesi. Merito anche di una petizione lanciata su change.org e firmata da 900 mila persone. “Non c’e’ mai stata una situazione simile a questa. La nostra priorita’ e’ la salute degli animali. Ogni animale e’ un individuo e va trattato come tale” ha dichiarato Kobylkin, precisando che negli ultimi 20 anni balene catturate sono state rilasciate singolarmente o in piccoli gruppi, ma mai cosi’ numerose. In tutto si tratta di 87 beluga e 11 orche, alcune con piccoli appena nati, rinchiusi in uno spazio marino recintato di poche centinaia di metri. Per valutare tempi e modalita’ di liberazione dei cetacei dalla ‘prigione di balene’ nei pressi di Vladivostok, il governo russo si sta avvallando delle competenze di Jean-Michel Cousteau, figlio del famoso oceanografo francese Jacques Cousteau. L’esperto, direttore della Ocean Futures Society, e’ arrivato a Vladivostok dove visitera’ il Whale Sanctuary Project e si confrontera’ con il suo responsabile, Charles Vinick, per ottenere garanzie di migliori condizioni di vita per i mammiferi marini. Ieri l’oceanografo francese ha avuto un incontro col ministro Kobylkin, al termine del quale e’ stata confermata l’attesa notizia della rimessa in liberta’ dei cetacei. I tre uomini fanno parte di un’apposita commissione istituita lo scorso febbraio dal presidente Vladimir Putin. La storia della ‘prigione di balene’ era emersa lo scorso ottobre quando attivisti locali e il sito di informazione ‘VL.ru’ avevano denunciato la presenza di un grande numero di cetacei catturati. Un’inchiesta ha rivelato che i permessi di cattura delle balene erano stati emessi illegalmente, anche perche’ le leggi vigenti in Russia vietano la cattura di cetacei da gruppi con esemplari neonati. Reinserirli in natura non sara’ facile: “Se le barriere fossero aperte oggi, le loro capacita’ di sopravvivere da soli sarebbero davvero limitate. L’idea e’ quella di provare a rilasciarli nel punto piu’ vicino al luogo in cui sono stati catturati in modo che possano ritrovare la propria famiglia e che i cetacei piu’ giovani siano aiutati da quelli adulti”, un processo che potrebbe richiedere anni. Per l’acquisto di un’orca i parchi marini cinesi pagano fino a 3,5 milioni di dollari, e 150 mila per un beluga. Dal 2013 al 2017 la Russia ha esportato in Cina 15 orche.

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