LAV: PORTATA IN SALVO LA BERTUCCIA BUDDY

LAV: PORTATA IN SALVO LA BERTUCCIA BUDDY

27
CONDIVIDI

Buddy è la terza bertuccia salvata da LAV in pochi mesi, grazie al progetto internazionale Born To Be Wild, nato per preservare gli habitat di questi animali nei Paesi d’origine e contrastarne i traffici verso l’Europa. L’operazione si è svolta alcuni giorni fa a Palermo, dove l’animale era stato confiscato dai Carabinieri Forestali del nucleo CITES, dopo il ritrovamento a seguito di una denuncia.

“Abbiamo la certezza che Buddy, così lo abbiamo battezzato, sia stato catturato in natura, come accade per la quasi totalità dei suoi simili, strappati alle madri da piccoli e trafficati verso l’Europa per alimentare un business sommerso, ma dalle dimensioni preoccupanti, molto spesso in mano alla criminalità organizzata. Un business che ha fatto sì che questa specie, a grave rischio di conservazione, sia passata in pochi anni da oltre 25 mila individui a circa 7 mila, determinando l’esigenza di una tutela al massimo livello, come previsto dall’allegato A del sistema CITES”,commenta Roberto Bennati, Vicepresidente di LAV, associazione che si è offerta di prendersi cura dell’animale, trasferendolo in un Centro di recupero specializzato in Toscana.

“Quando è stato trovato dai Carabinieri Forestali del nucleo CITES, che hanno condotto le indagini e portato a termine le operazioni di sequestro e confisca, Buddy era detenuto da un privato, all’interno di una piccola gabbia, in appartamento– prosegue Bennati che aggiunge – occorre pensare che si tratta di un animale selvatico, il cui peso supera abbondantemente i dieci chili, un animale dalle dimensioni importanti, potenzialmente pericoloso e con dei bisogni specifici legati alla socializzazione e al rapporto con l’ambiente che difficilmente possono essere sodisfatti in cattività, figurarsi in gabbia o in un appartamento!”.

Dopo la scoperta, che ha dato il via a un procedimento giudiziario per traffico illecito attualmente in corso, la bertuccia è stata sequestrata e trasferita temporaneamente presso una struttura all’interno del parco di Villa D’Orleans, a Palermo, dove è rimasta per circa 4 anni. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato: in Italia, infatti, esiste una drammatica carenza di strutture autorizzate, come Centri di recupero, che possano accogliere animali esotici e selvatici provenienti da sequestri e confische. Non di rado, anche in caso di maltrattamento, questi vengono lasciati nelle mani dei loro aguzzini: un vero paradosso di cui a fare le spese sono gli animali, due volte vittime.

Il passato di Buddy non è del tutto chiaro, si ipotizza che abbia intorno ai 6 anni, trascorsi quasi totalmente in cattività. È stato importato illegalmente in Italia dietro commissione, per essere venduto a privati, ai quali è stato successivamente sequestrato.

Il commercio illegale di bertucce dal nord Africa si snoda a partire dai piccoli trafficanti dei villaggi locali e interseca reti criminali organizzate, privati irresponsabili desiderosi di “possedere” un animale esotico e “proibito”, commercianti che trattano il passaggio finale con l’acquirente, e che talvolta sono gli stessi che gestiscono regolari attività commerciali o negozi di animali. Un business sommerso ma importante, di cui l’Italia è crocevia per l’Europa e che sta rapidamente portando a un preoccupante declino delle popolazioni di bertuccia nei Paesi d’origine (si veda scheda di approfondimento).

“Dopo aver trascorso alcuni anni da solo, senza contatti con i propri simili, Buddy avrà bisogno di essere seguito in uno specifico percorso di recupero – afferma Valeria Albanese, keeper LAV di primati, che si prenderà cura di lui, che aggiunge – l’isolamento, la carenza di stimoli ambientali, la vita in spazi limitati e artificiali sono fonte di estremo stress per questi animali, spesso all’origine di comportamenti ripetitivi e stereotipie o di gesti estremi, come l’autolesionismo. Azioni con cui i primati comunicano ansia e sofferenza, proprio come noi umani, e come ogni essere che viva e “senta”, indifferentemente dalla specie”

Per Buddy inizia ora una nuova vita: al momento si trova nell’area di quarantena del Centro di Recupero CRASE di Semproniano, in Toscana, dove, al termine di un periodo di vigilanza sanitaria e di controlli medico veterinari inizierà il percorso per essere inserito in una costituenda “famiglia” di primati, uno degli obiettivi del Progetto Born To Be Wild. Come Rocket e Lucy prima di lui, anche Buddy potrà finalmente vivere in semilibertà, godere di ampi spazi e iniziare la socializzazione con i suoi simili.

LAV ringrazia Carabinieri e istituzioni che hanno reso possibile questa nuova operazione di salvataggio di una bertuccia confiscata, e le associazioni AAP e IFAW, sue partners nel progetto internazionale Born To Be Wild.

Commenti

commenti