MARE RIDOTTO A “ZUPPA DI PLASTICA”, A BOLOGNA LA MOSTRA-DENUNCIA

MARE RIDOTTO A “ZUPPA DI PLASTICA”, A BOLOGNA LA MOSTRA-DENUNCIA

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Una zuppa indigesta. E’ quello che stanno diventando oceani e mari in tutto il mondo, una zuppa a base di ingredienti mortali, residui di plastica, piccoli, grandi, microscopici, che mettono a rischio la vita degli animali e il futuro stesso del pianeta. “Soup” e’ anche il titolo che la fotografa Mandy Barker ha dato ad un progetto artistico che punta proprio a denunciare l’inquinamento dei mari causato dai rifiuti in plastica. Le opere della fotografa britannica saranno esposte a Bologna fino al 22 settembre nel complesso di Santa Maria della Vita in occasione della mostra “Planet or Plastic?”, promossa da National Geographic, Genius Bononiae e la Fondazione Carisbo. Gli scatti artistici di Barker si alterneranno alle fotografie dei grandi reporter di National Geographic, alcune celeberrime, come il cavalluccio marino con la coda attorcigliata a un cotton-fioc o la tartaruga imprigionata da una rete da pesca. Completano l’installazione, Iceberg di Francesca Pasquali, un’opera interamente fatta di cannucce, e il percorso la proiezione del documentario realizzato dall’istituzione scientifica americana, “Punto di non ritorno” del registra premio Oscar Fisher Stevens e con la star votata alla causa ambientalista, Leonardo Di Caprio. Nel complesso, il percorso espositivo conta una quarantina di foto e due video-installazioni. Per realizzare i suoi scatti Mandy Rarker ha raccolto rifiuti di plastica dai mari e dalle spiagge di tutto il mondo: resti di palloncini, scarti di lenza da pesca che diventano fitte matasse che ricordano nidi di uccelli o meduse, pezzetti di bicchieri monouso, palloni di tutte le dimensioni, a decine. “Voglio creare un effetto choc”, spiega la fotografa presentando il suo lavoro.

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