WWF: 10 AZIONI PER METTERE L’ITALIA AL PASSO CON L’UE

WWF: 10 AZIONI PER METTERE L’ITALIA AL PASSO CON L’UE

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L’Italia deve fare di piu’ per la difesa dell’ambiente. Attualmente sono 17 le procedure d’infrazione aperte nei confronti del nostro paese, 43 le istruttorie e 548 i milioni di euro pagati per multe europee. L’Italia, inoltre, deve sfruttare meglio il vantaggio di stare nell’Unione Europea condividendo con maggiore convinzione le norme e gli standard ambientali comunitari che possono aiutare il Paese ad essere piu’ competitivo su scala globale. E’ quanto emerge dal dossier ‘Italia chiama Europa – L’Ambiente ritrovato’, presentato oggi dal Wwf Italia che pone il tema ambientale all’attenzione delle maggiori forze politiche nazionali in vista delle elezioni europee del 26 maggio, e ricorda che in tutto il mondo si sta discutendo di un nuovo Global Deal post 2020 che integri le politiche di sostenibilita’, con quelle climatico-energetiche e per la tutela della biodiversita’ all’orizzonte del 2030. Alla presentazione del rapporto, tenutasi nella sede nazionale del Wwf a Roma, erano presenti i rappresentanti dei partiti e hanno portato il loro contributo anche due giovani del movimento Friday For Future. Nel dossier si ricorda che l’80% della legislazione ambientale del nostro Paese e’ di derivazione comunitaria, con evidenti benefici per l’ambiente e per il benessere dei cittadini. Inoltre, i posti di lavoro ‘verdi’ hanno registrato una crescita dal 2000 al 2015 di ben 7 volte superiore a quella del resto dell’economia (nonostante la crisi esplosa nel 2008).

Nel dossier si rileva che i punti di debolezza del nostro Paese continuano ad essere la gestione dei rifiuti (con le procedure d’infrazione aperte sulla gestione dei rifiuti urbani, delle discariche, dei rifiuti pericolosi e dell’emergenza rifiuti in Campania), la gestione delle acque interne e marine (con le procedure di infrazione aperte sulla mancata depurazione delle acque reflue urbane, per la non corretta applicazione della Direttive Acque e Alluvioni e sull’Ambiente marino), la qualita’ dell’aria (per mancato rispetto dei limiti per il PM 10 e delle soglie massime per il biossido di azoto) e la migliore tutela degli ecosistemi (come dimostrano le procedure d’infrazione sulla governance e la conservazione della Rete Natura 2000). Il Wwf ritiene che si debba e si possa uscire da questa situazione e percio’ chiede ai partiti in lizza per il rinnovo del Parlamento Europea 10 mosse. Eccole.

1. Concretizzare la Strategia per lo Sviluppo sostenibile e recepire al piu’ presto la nuova Direttiva per il bando di 10 oggetti fatti con plastica monouso, visto che l’Italia ha un elevata quota di riciclo (43,5% rispetto alle media europea del 30%), ma il 40% della plastica finisce ancora nei termovalorizzatori e il 16,5% in discarica.

2. Il nostro Paese deve dotarsi entro l’anno di un Piano Nazionale Energia e Clima che faccia scelte chiare, ambiziose e operative su fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetico e confermi l’uscita dal carbone entro il 2025. Inoltre va approvata una Strategia nazionale a lungo termine per arrivare al piu’ presto, e comunque prima del 2050, a zero emissioni nette di gas serra.

3. L’Italia deve rilanciare la Strategia Nazionale per la Biodiversita’, puntando su una migliore governance dei parchi nazionale e regionali. 4. Per tutelare meglio i nostri mari bisogna attuare pienamente la Strategia Marina Nazionale, incrementando il numero di SIC (Siti di Interesse Comunitario) marini e rafforzando il numero e il ruolo delle aree marine protette (AMP). 5. Si deve porre fine al sovrasfruttamento degli stock ittici utilizzando virtuosamente i Fondi europei per la pesca (FEAMP), contrastando la pesca illegale e non regolamentata e favorendo il settore della piccola pesca. 6. Il nostro Paese deve sostenere una riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 che assicuri eco-schemi obbligatori per gli Stati membri. 7. Bisogna fare sforzi ulteriori per favorire un’agricoltura pulita dando piena attuazione alla Direttiva Nitrati e approvando un nuovo Piano d’Azione Nazionale Pesticidi che indichi severe regole per il loro uso e distanze minime obbligatorie di sicurezza dalle abitazioni e dalle colture biologiche. 8. Si persegua seriamente l’obiettivo, stabilito dalla Direttiva Quadro Acque per il conseguimento del buono stato ecologico delle acque entro il 2025. 9. Abbiamo bisogno di una Strategia pluriennale a sostegno dell’economia circolare che punti all’innovazione dei processi produttivi e alla responsabilizzazione del consumatore. 10. Bisogna dare nuovo rilancio anche alle iniziative che favoriscono l’end of waste, (recupero dei rifiuti ndr) ferme alla fine degli anni ’90, e introdurre forme di responsabilita’ estesa del produttore (EPR), utilizzando anche la leva fiscale per penalizzare l’uso inefficiente di materiali e di energia.

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