REGGIO EMILIA, TRAFFICO DI CUCCIOLI: CC SALVANO 237 CANI

REGGIO EMILIA, TRAFFICO DI CUCCIOLI: CC SALVANO 237 CANI

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Non sono 101 dalmata, ma 237 esemplari di altre razze tra le piu’ “trendy” del momento (soprattutto bulldog francesi), di cui 174 cuccioli. E Crudelia era una donna di 29 anni nativa di Praga e residente a Reggio Emilia che, come unica occupazione, tirava insieme al padre e al marito le fila di un traffico illecito di cani tra la Slovacchia e il Nord Italia. Ma il finale dell’operazione chiusa ieri dal gruppo forestale dei Carabinieri reggiani, e ribattezzata appunto ‘Crudelia’, e’ lo stesso del film “La carica dei 101”: gli animali sono stati tratti in salvo e per chi lucrava sul loro commercio- guadagnando fino a 500.000 euro all’anno- sono fioccate denunce. Il vertice dell’organizzazione era composto dalla 29enne e dal marito napoletano di 37 anni, entrambi residenti a Reggio Emilia, oltre al padre della ragazza, cittadino della Repubblica Ceca al momento irreperibile. Insieme a loro sono indagate altre 11 persone tra Bergamo, Monza, La Spezia, Piacenza, Ravenna e Grosseto. Tutte sono a vario titolo accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di animali da compagnia, maltrattamento di animali, frode in commercio, truffa e falsita’ in atti. Per la coppia ritenuta organizzatrice del commercio illegale degli animali sono inoltre state disposte le misure cautelari del divieto di espatrio e di dimora in nove regioni del nord Italia. Provvedimenti che si applicheranno anche al padre della 29enne, una volta rintracciato. I Carabinieri forestali di Reggio guidati dal colonnello Sandra Di Domenico hanno appurato come i tre al vertice dell’associazione si informavano su internet sulle “quotazioni” del commercio dei cani e sulle razze piu’ richieste. Poi andavano nella cittadina slovacca di Nitra a rifornirsi degli esemplari da rivendere.

In Italia i cani, peraltro trasportati in lunghi viaggi in condizioni disumane dove a volte venivano somministrati loro antibiotici senza sapere bene cosa potessero causare agli animali, con altri annunci su internet venivano smerciati a privati o attivita’, che li vendevano a loro volta agli “utenti finali”. Il margine di guadagno illecito dell’associazione a delinquere e’ impressionante. Bulldog francesi, Maltesi, Chihuahua e Shiba-inu, venivano acquistati in Slovacchia dai tre “organizzatori” pagando tra i 120 e i 300 euro, e rivenduti al triplo del loro valore (per un bulldog francese blu il prezzo era di 1.000 euro). Per renderli piu’ appetibili sul mercato, inoltre, si millantavano pedigree inesistenti, la provenienza italiana dei cuccioli, un’eta’ diversa da quella reale, o un peso superiore a quello effettivo, rassicurando sul fatto che i cani erano vaccinati e in buona salute. Tutto questo apponendo anche firme false su libretti sanitari veri, inventandosi veterinari nel somministrare diete e terapie, e alterando le informazioni dei microchip. Le indagini concluse ieri sono partite nel 2017 da una serie di controlli stradali dei Carabinieri nei quali sono stati sequestrati in totale 129 cuccioli che viaggiavano spesso stipati nel sedile posteriore di un auto senza cibo ne acqua. Alle verifiche su strada si sono aggiunte le querele di alcuni cittadini di Reggio Emilia che si sono lamentati per l’insorgere di malattie o il decesso dei loro “fido”. Intercettando gli indagati per quegli episodi i Carabinieri hanno ricostruito la struttura dell’associazione criminale. Nelle perquisizioni effettuate ieri i militari hanno sequestrato altri 108 cani e 8 macchine oltre a varie attrezzature e documenti contabili. I cani saranno ora curati e affidati a strutture per essere poi dati in adozione.

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