TRENTO, ASSOCIAZIONI: VERIFICA SU CORRETTE MISURE DI PREVENZIONE DELL’ORSO

TRENTO, ASSOCIAZIONI: VERIFICA SU CORRETTE MISURE DI PREVENZIONE DELL’ORSO

148
CONDIVIDI
orsoalpi.png

Una verifica puntuale della messa in pratica corretta delle misure di prevenzione adottate da chi ha subito danni e l’obbligo ad una costante e mirata attività di formazione della popolazione finalizzata ad una serena convivenza con i grandi carnivori. Questi i due punti cardine dell’istanza che le associazioni Animal Amnesty, Associazione Salviamo gli Orsi della Luna, Gaia Animali e Ambiente, Lega Abolizione Caccia, Lega Italiana dei Diritti degli Animali, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Life for Ursus, OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Orso Libero hanno inviato oggi al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in risposta alla richiesta avanzata al Ministero dalla Provincia Autonoma di Trento nei giorni scorsi affinché venisse accordata la cattura e il trasferimento nel recinto di Casteller dell’orso M49, reo di aver causato danneggiamenti al patrimonio zootecnico.

Ritenuto specie protetta e di interesse comunitario sia dalla Convenzione di Berna 1979 che dalla Direttiva Habitat 92/43 CEE, l’orso bruno dovrebbe godere di una serie tutele, così come il suo habitat, ma sappiamo bene che, nonostante quanto previsto, la Provincia di Trento sceglie sempre la via della rimozione degli esemplari ritenuti “problematici” tramite cattura, che il più delle volte si tramuta in uccisione. Tuttavia, prima di emettere una sentenza di prigionia a vita per un mammifero che è in grado di percorrere fino a 20 chilometri in una sola notte, è importanteverificare su base documentale se realmente sia stata messa in pratica ogni misura preventiva per evitare l’abituazione dell’orso all’uomo e se, nei casi specifici, tutti gli strumenti dissuasivi, come recinzioni elettrificate e cani da guardiania, siano stati utilizzati in modo corretto.

Inoltre, l’attuale giunta della PAT invece di approfondire e ampliare i momenti di informazione e formazione della popolazione residente e dei turisti, oltre ad aver abolito il Comitato Faunistico perché le istanze ambientali venivano considerate “eccessive ed invadenti”, sta procedendo con lo smantellamento dei preesistenti momenti informativi non solo per i cittadini, ma anche per gli addetti ai lavori, come gli incontri periodici a tema organizzati dall’assessorato all’Ambiente e il progetto europeo, peraltro già finanziato, di coesistenza con i grandi carnivori finalizzato alla riduzione delle problematiche che rendono la presenza dei grandi predatori motivo di conflitto fra le parti coinvolte.

Commenti

commenti