CARABINIERI, DIPLOMATE 7 UNITÀ CINOFILE ANTI BRACCONAGGIO

CARABINIERI, DIPLOMATE 7 UNITÀ CINOFILE ANTI BRACCONAGGIO

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Da oggi l’antibracconaggio ha un alleato in piu’. Sono le prime sette Unita’ cinofile dei Carabinieri diplomate Safa, Scuola di alta formazione antibracconaggio di Legamabiente e dei Carabinieri del Cufaa (Comando Unita’ Forestali, Ambientali e Agroalimentari), addestrate per ricercare reti, armi, munizioni, lacci, trappole e tagliole utilizzate dai bracconieri e per contrastare il bracconaggio che in Italia e’ molto diffuso: ogni giorno vengono registrate 20 infrazioni contro gli animali selvatici e sono avviati 3,5 procedimenti e indagate 3,2 persone per reati contro la fauna (dati Ecomafia). Una pressione criminale, quella del bracconaggio – secondo Legambiente – facilitata dal fatto che le sanzioni sono solo contravvenzionali e risolvibili con un’oblazione che non scoraggia i bracconieri, che nei casi piu’ eclatanti rischiano un’ammenda da 774 a 2.065 euro. “L’ottimo risultato raggiunto con le prime sette unita’ cinofile – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – fa bene sperare che, gia’ da domani, a partire dai sette black-spot del bracconaggio in Italia (Prealpi lombardo-venete, Delta del Po, Coste pontino-campane, Zone umide pugliesi, Stretto di Messina, Sicilia occidentale e Sardegna meridionale), si potra’ operare con uno strumento in piu’ per fermare i bracconieri”.

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