SHANGHAI, AUMENTA IL CONTRABBANDO DI ANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE

SHANGHAI, AUMENTA IL CONTRABBANDO DI ANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE

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Nei primi quattro mesi dell’anno, le autorita’ doganali della citta’ di Shanghai, in Cina orientale, hanno registrato un aumento dei casi di contrabbando di animali a rischio estinzione e di prodotti collegati. Secondo quanto annunciato oggi da Li Qing, un funzionario della Dogana di Shanghai, tra gennaio e aprile sono stati registrati nella citta’ portuale un totale di 92 casi di contrabbando, 10 volte il numero di segnalazioni avvenute lo scorso anno. Le autorita’ doganali di Shanghai hanno sequestrato, tra l’altro, piu’ di 10 chilogrammi di prodotti in avorio, 316 chili di squame di pangolino e 518 tonnellate di prezioso sandalo rosso, oltre a esemplari di tartaruga embricata e cavallucci marini essiccati. Il contrabbando illegale viene spesso effettuato su scala relativamente piccola da parte di turisti, lavoratori cinesi che si recano o vivono all’estero o tramite piccole spedizioni. La maggior parte dei prodotti di contrabbando sequestrati provenivano da Nigeria, Regno Unito, Italia, Giappone e da alcuni Paesi del Sudest asiatico. Nel corso degli anni, la Cina ha intensificato i propri sforzi nella tutela della fauna selvatica. Il 31 dicembre 2016, la Cina ha fatto sapere che entro un anno avrebbe posto fine al commercio interno di avorio. Il 31 dicembre 2017, la lavorazione o la vendita di avorio e prodotti contenenti questo materiale sono stati ufficialmente vietati in Cina come parte dell’impegno assunto da Pechino nella protezione degli animali selvatici.

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