GOVERNO, SCONTRO SALVINI-COSTA SUGLI INCENERITORI

GOVERNO, SCONTRO SALVINI-COSTA SUGLI INCENERITORI

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“La ricchezza non nasce dall’incenerimento dei rifiuti ma dall’utilizzo dei rifiuti come risorsa, quindi dall’economia circolare, e quindi chi dice il contrario deve studiare”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dopo l’audizione in commissione d’inchiesta sui rifiuti, facendo riferimento implicito a quanto detto ieri da Matteo Salvini alla trasmissione Quarta Repubblica su Rete4, condotta da Nicola Porro, in cui ha lamentato l’opposizione agli inceneritori da parte di alcuni sindaci e governatori di Pd e Movimento 5 Stelle. “Se mi piace il ministro Costa? Il criterio ‘mi piace-non mi piace’ non vale, io valuto i fatti e nell’Ambiente devono cambiare alcune cose. Il tema rifiuti e’ centrale, non puo’ continuare ad essere un costo o un problema gestito dalla mafia. Vanno valorizzati, come fanno tutti”, ha aggiunto oggi Salvini dopo la riunione con i suoi gruppi alla Camera, uscendo da Montecitorio.

Nella riunione della commissione il ministro Costa ha anche parlato del problema dei roghi nelle discariche. “Negli ultimi anni – ha detto – sono stati numerosi gli incendi avvenuti presso gli impianti di gestione dei rifiuti e in particolare ad essere interessati sono stati gli stoccaggi di rifiuti presenti nelle aree pertinenziali degli stessi. La frequenza degli incendi soprattutto a partire dagli ultimi mesi del 2017 è tale da rappresentare un rischio di emergenza nazionale: sulla base dei dati forniti dal ministero dell’Interno relativamente agli incendi dall’inizio della legislatura, quindi sostanzialmente un anno, emerge un totale di 262 incendi, quindi una media di uno ogni tre giorni, di cui 165 incendi presso aree di deposito di rifiuti”.

Infine ha aggiunto che, a suo giudizio, “è stata un’idea assolutamente scellerata dell’epoca” chiudere “il Corpo Forestale dello Stato. Non mi permetto di contestarla, la osservo e ne ho il massimo rispetto”. “Il suo assorbimento nell’Arma – continua – lascia un vuoto dal punto di vista della gestione e tutela del sistema della biodiversita’, vuoto grande, ancora da riempire”. Per il ministro sarebbe “una buona cosa incrementare” le “figure professionali: servono almeno 1500 unita’ di nuove assunzioni e su questo chiedo aiuto al Parlamento”.

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