RIFIUTI “D’ORO”: VENTI ARRESTI IN CINQUE REGIONI

RIFIUTI “D’ORO”: VENTI ARRESTI IN CINQUE REGIONI

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I rifiuti, anche quelli pericolosi, la che si trasformano in una “miniera” e in “oro”. Era così che due delle 20 persone arrestate per un maxi traffico illecito tra Lombardia, Veneto, Emilia -Romagna, Toscana a e Campania, parlavano di quel business, che definivano “merda” ma consideravano ancora più redditizio “del traffico di droga”. I Rifiuti, incluse diverse ecoballe, viaggiavano da Sud a Nord e venivano stoccati in discariche abusive in Lombardia e Veneto. In questo modo sarebbero oltre 10mila le tonnellate di materiali di scarto smaltiti illegalmente, per un giro di affari vicino ai 2 milioni di euro. A scoprire il meccanismo che ruotava attorno a alcune società dell’hinterland di Milano, tra cui la Winsystem, considerata il fulcro dell’intero traffico, sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, coordinati dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dal pm Donata Costa della Dda di Milano. Sotto la lente della Procura sono finite 24 persone, di cui 20 sono finite in carcere e ai domiciliari. Le accuse sono, a vario titolo, di traffico illecito di Rifiuti, realizzazione di discariche abusive e intestazione fittizia di beni. Quest’ultima tranche è la prosecuzione dell’inchiesta che a febbraio aveva portato a 15 arresti e che è partita dall’incendio del deposito di Rifiuti di via Chiasserini, in zona Bovisasca, del 14 ottobre scorso. Una colonna di fumo maleodorante si era alzata dal magazzino in fiamme e aveva invaso la città, fino al Duomo e ai Navigli suscitando allarme trai cittadini, che avevano cercato di correre ai ripari utilizzando sciarpe e mascherine. Quella dei cattivi odori è una costante anche del nuovo filone di inchiesta, che vede al centro la “Winsystem Group Srl, detentrice e intermediaria nella gestione illecita dei Rifiuti – scrive il gip Giusi Barabara in un passaggio delle 112 pagine di ordinanza di custodia cautelare – che venivano illegalmente stoccati nei capannoni di Pontevico, Gessate, Torbole Casaglia, Tabellano, Verona, Meleti”. Società amministrata da Massimo Sanfilippo, arrestato mesi fa, che ha collaborato con i pm. Sono sette le discariche sequestrate negli ultimi mesi, oltre alal sede della società, ed è stato disposto un sequestro di quasi 400mila euro. In tanti casi i cittadini avevano notato e denunciato il via vai di camion, sempre gli stessi, che trasportavano i Rifiuti. E soprattutto avevano avvertito i cattivi odori provenienti dalle discariche di materiale abbandonato a cielo aperto, in strutture spesso non adeguate e in capannoni abbandonati che, una volta pieni, spesso venivano incendiati. Qual era il rimedio consigliato dai capi dell’organizzazione? Spargere sul pattume polvere di caffè per camuffare l’odore e i miasmi.

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