TARANTO, STUDIO CONFERMA: TROPPI TUMORI ALL’OMBRA DELL’EX ILVA

TARANTO, STUDIO CONFERMA: TROPPI TUMORI ALL’OMBRA DELL’EX ILVA

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L’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, richiesto con insistenza nei giorni scorsi dagli ambientalisti, e in particolare da Peacelink, e’ stato pubblicato online dal sito Epidemiologia e prevenzione prima della presentazione ufficiale, che era prevista inizialmente il 21 maggio scorso ed era poi slittata al 4 luglio. Per il Sin di Taranto (che comprende anche il comune di Statte) si conferma quanto anticipato nel Rapporto di Valutazione del danno sanitario per lo stabilimento siderurgico ex Ilva, ovvero che “la mortalita’ generale e quella relativa ai grandi gruppi e’, in entrambi i generi, in eccesso”. Nella popolazione residente risulta in eccesso la mortalita’ per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie respiratorie acute tra gli uomini e quelle croniche tra le donne”. Nel V Rapporto dello studio epidemiologico Sentieri si parla anche di incidenza oncologica. “Tra le cause per le quali vi e’ a priori un’evidenza sufficiente o limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali nel sito risultano in eccesso, nel periodo considerato, il tumore del polmone nelle donne e il mesotelioma pleurico in entrambi i generi”. Tra i dati che erano stati anticipati nell’istanza di riesame dell’Aia per il Siderurgico presentata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, ed accolta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, c’e’ anche quello che riguarda i bambini nati malformati tra il 2002 e il 2015. “Sono stati osservati – si legge nel report – 600 casi con malformazione congenita (MC), con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale. Sono risultate superiori al numero di casi attesi le Malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le malformazioni congenite dell’apparato urinario e’ ai limiti della significativita’ statistica”. L’osservazione e’ sui nati da 25.853 residenti nel Sin di Taranto. Lo Studio Sentieri evidenzia inoltre che “gli indicatori qui presentati sono basati sui dati delle SDO (schede di dimissioni ospedaliere) filtrati con specifico algoritmo. Tali dati consentono tuttavia di analizzare solo i casi dei bimbi nati malformati, non comprendendo pertanto i casi con Malformazioni congenite oggetto di interruzione volontaria di gravidanza (IVG)”. Nicola Laforgia, direttore della Neonatologia del Policlinico di Bari e coordinatore del Registro regionale sulle malformazioni, ha spiegato che tra qualche mese, probabilmente entro fine anno, ci sara’ un aggiornamento dei dati che riguardano le malformazioni congenite per il periodo compreso tra il 2015 e il 2018. Lo studio Sentieri ha fatto emergere anche “173 casi di tumori maligni nel complesso delle eta’ considerate (0-29 anni), dei quali 39 in eta’ pediatrica e 5 nel primo anno di vita. In eta’ pediatrica si osserva un numero di casi di tumori del sistema linfoemopoietico totale in eccesso rispetto all’atteso, al quale contribuisce sostanzialmente un eccesso del 90% nel rischio di linfomi, in particolare linfomi non Hodgkin”. In una nota V Rapporto del Progetto Sentieri diffusa in serata, l’Istituto superiore di sanita’ (Iss) ha precisato che un eccesso di malformazioni congenite e’ stato osservato nel 50% dei Siti studiati tra il 2002-2015: Gela, Laghi di Mantova, Livorno, Manfredonia, Milazzo, Piombino e Taranto, che sono per lo piu’ caratterizzati dalla presenza di attivita’ industriali complesse. “Si tratta di patologie molto rare che possono derivare da piu’ cause – sottolinea l’Iss – Ad esempio a Taranto le malformazioni in eccesso sono 3-4 casi ogni anno e si tratta di anomalie a carico del sistema nervoso e degli arti”.

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