RUSSIA, 2 ORCHE E 6 BELUGA LIBERATI DAL “CARCERE DELLE BALENE”

RUSSIA, 2 ORCHE E 6 BELUGA LIBERATI DAL “CARCERE DELLE BALENE”

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Due orche e sei beluga rinchiusi per mesi in condizioni precarie nel cosiddetto “carcere delle balene” dell’estremo oriente russo sono stati rimessi oggi in liberta’ nel Golfo di Sakhalin. Si tratta dei primi cetacei liberati dei quasi cento tenuti “prigionieri” in vasche sovraffollate e in condizioni inadeguate nella Baia Srednyaya da circa un anno. La cattura di questi cetacei e’ permessa solo per motivi scientifici, mentre beluga e orche pare che fossero stati catturati la scorsa estate per puri fini di lucro e quindi illegalmente: sembra che fossero infatti destinati ad acquari e parchi acquatici cinesi. La vicenda ha destato scandalo in tutto il mondo, e nei mesi scorsi una petizione online per la liberazione dei cetacei era stata condivisa anche dalla star di Hollywood Leonardo Di Caprio. Il ritorno in natura delle due orche e dei sei beluga era stato annunciato la settimana scorsa in tv durante la Linea Diretta: un programma di propaganda del Cremlino in cui ogni anno il presidente russo Vladimir Putin risponde alla domande e alle richieste di alcuni cittadini.
Alcuni esperti temono per la vita delle due orche e dei sei beluga liberati oggi in mare dopo essere stati per mesi prigionieri nel cosiddetto “carcere delle balene” nell’estremo oriente russo. “Gli esperti avevano raccomandato che tutte le orche fossero liberate assieme dopo l’attivita’ di reinserimento. Invece sono state liberate solo due orche e senza alcun reinserimento”, si denuncia in una dichiarazione pubblicata su una pagina Facebook sulle orche gestita da ricercatori. “Ci auguriamo il meglio per loro – spiegano ancora gli esperti – ma il modo in cui sono state liberate lascia loro poche possibilita’ di sopravvivenza”. La ricercatrice Tatiana Ivkovich sottolinea che nell’operazione, che ha visto gli animali trasportati in degli autocarri per quasi una settimana, non sono stati coinvolti noti biologi marini. Greenpeace Russia lamenta invece “l’atmosfera di segretezza” e il fatto che i media non abbiano potuto osservare i cetacei durante il trasporto.

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