CASERTA, INCENDI IN AREE PROTETTE PER AGEVOLARE LA CACCIA

CASERTA, INCENDI IN AREE PROTETTE PER AGEVOLARE LA CACCIA

287
CONDIVIDI
incendio.png

In concorso tra loro hanno appiccato tre distinti incendi boschivi di natura dolosa sul versante est del monte Maggiore, nei territori tra Rocchetta e Croce, in provincia di Caserta, con l’aggravante per aver danneggiato un bene protetto e provocato un danno grave, esteso e persistente all’ambiente. Obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per due giovani di 20 e 25 anni, misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale procura ed eseguita dai carabinieri forestali. I tre incendi boschivi interessarono zone sottoposte a vincolo idrogeologico, paesaggistico e a vincolo legato all’appartenenza alla rete Natura 2000 quale area Sic. Il primo fu innescato il 16 luglio 2018, in località Fionlolaturo, nota anche come “Rena Bianca” e interessò una superficie di circa 500 mq. Il secondo evento, il 13 agosto 2018, si verificò in località Monte Vetrine e interessò una superficie di circa 4000 mq. L’ultimo incendio boschivo è stato, invece, appiccato l’11 giugno 2019, in località “Fontana Loreta” adiacente la Strada Provinciale 194, interessando circa 5000 mq. Le attività investigative erano già iniziate l’anno scorso quando si era notata la presenza sospetta di un ragazzo e di una ragazza che si aggiravano, nei luoghi interessati dagli incendi, a bordo di una Fiat Grande Punto. Gli investigatori hanno ipotizzato che gli indagati abbiano agito per favorire la caccia al cinghiale oppure per concentrare gli animali selvatici in un determinato areale per rendere molto più agevole il loro abbattimento o la cattura con delle trappole.

(Foto di repertorio)

Commenti

commenti