TOSCANA, MORIA DI DELFINI: SI IPOTIZZA IL MORBILLIVIRUS

TOSCANA, MORIA DI DELFINI: SI IPOTIZZA IL MORBILLIVIRUS

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Potrebbe essere un’epidemia di Morbillivirus la causa della moria di delfini in Toscana, dove dall’inizio dell’anno sono gia’ 35 gli esemplari trovati morti in varie parti della regione, 18 solo da luglio. E’ l’ipotesi avanzata dalla biologa marina Sabina Airoldi, del centro studi sui cetacei Tethys. “L’ipotesi principale per spiegare questa moria di delfini in Toscana e’ un’epidemia di Morbillivirus – spiega all’ANSA Airoldi, che lavora nel Santuario dei Cetacei tra la Liguria, la Toscana, la Corsica e la Costa Azzurra -. Ma e’ solo un’ipotesi, occorre attendere i risultati delle analisi necroscopiche, che sono lunghe, perche’ richiedono delle colture”. Il genere del Morbillivirus comprende i virus che generano il morbillo dei cetacei, il cimurro del cane e quello delle foche, la peste bovina e la peste dei piccoli ruminanti. “Ha gia’ colpito diverse specie di cetacei – dice ancora Airoldi – e ha causato anche un’epidemia nei primi anni Novanta. Allora morirono diverse centinaia di stenelle striate in tutto il Mediterraneo, mari italiani compresi”. “Sicuramente – conclude la biologa – tutti gli inquinanti che l’uomo immette in mare, come i policlorobifenili e i composti aromatici policiclici, abbassano le difese immunitarie dei cetacei e li debilitano, impedendo loro di contrastare in modo adeguato infezioni virali e batteriche”. L’ultimo caso e’ di oggi: un tursiope e’ stato trovato morto nelle acque di Livorno. Pochi giorni fa, il 1/o di agosto, un altro esemplare di tursiope era stato ritrovato spiaggiato a San Rossore (Pisa), e il giorno precedente un velista aveva rinvenuto un cucciolo morto in acqua, ‘vegliato’ da due femmine adulte. Pochi giorni fa, l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni ha spiegato che, in base alle autopsie condotte su 8 delfini che si sono spiaggiati in Toscana negli ultimi mesi, 7 presentavano lo stomaco completamente vuoto, come se qualche patologia li avesse indeboliti al punto da non riuscire a nutrirsi e, di conseguenza, morire. Non per tutti gli esemplari e’ possibile fare l’autopsia, a causa delle avanzate condizioni di decomposizione delle carcasse. L’agenzia regionale per l’ambiente Arpat rileva che lo scorso anno sono stati trovati morti in Toscana 23 cetacei, di cui 20 delfini, mentre nel 2017 furono 48, di cui 41 delfini.

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