GRAN BRETAGNA, “TSUNAMI” DI ALGHE VERDI. CHIUDONO LE SPIAGGE

GRAN BRETAGNA, “TSUNAMI” DI ALGHE VERDI. CHIUDONO LE SPIAGGE

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Catastrofe ambientale sulle coste della Bretagna, invase da quantita’ impressionanti di alghe verdi maleodoranti, inquinanti e tossiche: in alcuni casi fino alla morte. A causare quello che autorita’ locali e residenti definiscono uno “tsunami”, una “marea verde” le quantita’ troppo elevate di nitrati utilizzati dall’agricoltura intensiva che inquinano i suoli, passano nell’acqua dolce per poi riversarsi in mare. Ma quest’anno la piaga delle alghe verdi ha colpito la regione nord-occidentale prima del solito, in quantita’ mai viste prima: ricoprono piu’ di 500 ettari e in meno di 3 mesi sono state raccolte piu’ di 8 mila tonnellate, l’equivalente di tutto il 2018. Il 50% delle alghe ha invaso la baia di Saint Brieuc, ma sono affette anche quelle di Douarnenez (Finiste’re) e Lannion (Cotes-d’Armor). La fabbrica di smaltimento di Lantic e’ stata costretta a chiudere le porte momentaneamente, non riuscendo piu’ a far fronte all’afflusso troppo elevato.

Una crisi senza precedenti favorita dalle temperature da record registrate a luglio in Francia, tanto che il proliferarsi dell’alga verde ha portato le autorita’ a decidere la chiusura di diverse spiagge, causando un grande danno al settore del turismo. In segno di protesta popolazione e politici bretoni hanno indetto una manifestazione per il 14 settembre a Planguenoual per tornare a denunciare l’inefficacia del piano anti-alghe varato dallo Stato nel 2009. “Troppo maiale uccide il bretone” (“Trop de cochon tue le breton”) e’ lo slogan della protesta dello scorso 25 luglio durante la quale i manifestanti hanno chiesto a gran voce piu’ mezzi al governo e un cambiamento radicale di pratiche agricole che stanno distruggendo gli ecosistemi. L’europarlamentare del partito ambientalista, Yannick Jadot, e il deputato ex ministro dell’Ambiente Delphine Batho denunciano “l’inefficacia delle politiche governative per lottare contro questa catastrofe”, criticando un recente provvedimento “vergognoso” di Emmanuel Macron che aumenta l’estensione degli allevamenti industriali. Non solo fastidiosa al livello visivo e olfattivo, l’alga verde putrefatta rilascia gas tossici considerati responsabili della morte di persone e animali nella regione. Nel 2016 alla foce del fiume Gouessant un uomo che faceva jogging e’ stato ritrovato senza vita in una zona invasa dalle famigerate alghe. Due settimane fa la sua famiglia si e’ rivolta alla giustizia, accusando lo Stato di negligenza e pertanto di co-responsabilita’ nel suo decesso.

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