CITES, EURODEPUTATI ED ASSOCIAZIONI: “NO AI TROFEI DI CACCIA”

CITES, EURODEPUTATI ED ASSOCIAZIONI: “NO AI TROFEI DI CACCIA”

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Più di 50 deputati europei e una 50ina di organizzazioni a tutela della natura hanno chiesto alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites) di vietare la caccia di animali in pericolo usati come ‘trofei’, come rinoceronti o elefanti. La Cites vieta il commercio di oltre mille specie vegetali e animali considerate in pericolo d’estinzione, ma i firmatari della richiesta chiedono alla segretaria generale Ivonne Higuero di aggiungere all’elenco anche la caccia ai trofei, rimasta fuori dall’elenco perché considerata non commerciale. Il testo è stato reso pubblico durante una riunione a Ginevra di migliaia di delegati provenienti da 180 Paesi, difensori dell’ambiente e politici, che devono discutere 56 proposte per modificare il livello di protezione assegnato a piante e animali.
La questione dei trofei di caccia non figura però nell’ordine del giorno. “Un notevole numero di trofei di specie” in pericolo “è commercializzato ogni anno, anche trofei di specie elencate come estinte nella vita selvatica” o registrate come in vari gradi di rischio d’estinzione, segnala la lettera. I firmatari chiedono che la Convenzione “tratti il commercio dei trofei di caccia allo stesso modo con cui tratta tutti gli altri commerci di vita selvatica” e “applichi una moratoria immediata sull’importazione delle specie” in pericolo. Tra gli animali uccisi dai cacciatori ci sono elefanti, rinoceronti neri e bianchi, giraffe, coccodrilli, pappagalli grigi, ghepardi, primati come scimpanzé e scimmie.
Gli Stati Uniti sono i più grandi importatori di trofei di caccia, con 200mila permessi emessi per importazione di queste parti di animali uccisi nello scorso decennio; segue la Cina, dove i permessi sono passati da 18 nel 2007 a 2.2142 un decennio dopo. In aumento anche l’import dei trofei in Canada, Belgio, Austria e Russia, secondo un rapporto di Campaign to Ban Trophy Hunting. La caccia con questo scopo, considerato da alcuni ‘ricreativo’, è legale in varie regioni dell’Africa, dove i turisti armati possono sparare ad animali selezionati.

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