DIRETTIVA HABITAT, LAV: METODI INCRUENTI PER CONTENERE LE SPECIE “ALIENE”

DIRETTIVA HABITAT, LAV: METODI INCRUENTI PER CONTENERE LE SPECIE “ALIENE”

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 settembre, il DPR 5 luglio 2019, n. 102 che introduce alcune modifiche al DPR 357/97 di recepimento della Direttiva Habitat.

Con le modifiche apportate, dal 20 settembre, giorno di entrata in vigore del nuovo Decreto, sarà possibile, “per motivate ragioni di rilevante interesse pubblico, connesse a esigenze ambientali, economiche, sociali e culturali”, ottenere l’autorizzazione “all’immissione in natura delle specie e delle popolazioni non autoctone” di animali e vegetali.

È stato quindi rimosso il precedente divieto di introduzione in natura di specie alloctone animali e vegetali, con gravi ricadute su laghi e fiumi, dove i pescatori “sportivi” non avranno difficoltà a dimostrare di avere “motivate ragioni di rilevante interesse”, ottendo così l’autorizzazione a introdurre pesci alloctoni destinati a morire sugli ami delle canne da pesca, soffocati per il loro divertimento.

La modifica del DPR 357 e la possibilità di ottenere l’autorizzazione all’introduzione di specie alloctone, è in conflitto con il Regolamento 1143/2014 “Recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”, che consente solamente a specifici istituti l’autorizzazione a utilizzare le specie alloctone considerate invasive.

“Sono anni che sentiamo parlare delle specie aliene come di un problema per le specie autoctone, assistendo a periodici allarmismi e richieste di compagne di eradicazione – commenta Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV – ora con le modifiche apportate al DPR 357, c’è il concreto rischio che aumentino le immissioni in natura, a favore del divertimento dei pescatori, mentre mancano novità circa le misure incruente di gestione delle specie alloctone, nonostante tali misure siano riconosciute perfettamente compatibili con il dettato del citato Regolamento 1143/2014”.

La cattura di animali alloctoni, allo scopo di sterilizzarli per poi rilasciarli nell’ambiente, infatti, è una procedura perfettamente compatibile con la regolamentazione europea in tema di tutela della biodiversità. Lo ha affermato lo stesso Commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella, il 25 aprile scorso quando ha chiarito definitivamente che la sterilizzazione degli animali inseriti nella lista delle specie aliene invasive, e il loro successivo rilascio in natura, è del tutto legale e garantisce la tutela della biodiversità.

E’ quindi necessario recepire anche nel nostro Paese le pratiche che prevedono l’uso di sistemi incruenti per ridurre le popolazioni di animali non autoctoni, in sostituzione delle uccisioni, che oggi rappresentano la procedura normalmente adottata.

Per ottenere tale recepimento, LAV ha quindi scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Ambiente, chiedendo che i progetti che comprendono la cattura-sterilizzazione- rilascio di animali, siano esonerati dal procedimento autorizzativo, previsto dal DPR 357, in conformità con quanto affermato dal Commissario Vella e con il punto n.7 del programma del Governo appena insediatosi, che afferma la necessità di porre la tutela dell’ambiente e della biodiversità tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale.

(Castoro canadese, foto Lav)

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