Il sindaco che cinguetta e basta

Il sindaco che cinguetta e basta

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Da ieri a Roma l’occupazione del canile pubblico “Ex Poverello” da parte dei volontari di “Io Libero” contro una non motivata richiesta di evacuazione per motivi di sicurezza, segue di appena pochi giorni l’analoga vicenda del gattile comunale di Porta Portese con le volontarie dell’Arca e la sollevazione di presunti problemi storici nell’area felina di Torre Argentina.
In meno di tre settimane, uffici pubblici come Asl, Dipartimento Ambiente e Tutela e Benessere Animali del Comune, Soprintendenza ai Beni Archeologici e la Protezione Civile del Campidoglio, hanno scoperto ciò che da anni, in alcuni casi decine di anni, avveniva e avviene. E cioè che si fa concretamente tutela degli animali anche in situazioni precarie ma non impossibili, per le quali gli impegni del Campidoglio a migliorare le strutture, con tanto di voci di bilancio come per Porta Portese, sono inspiegabilmente sparite.
Non è con un tweet, Sindaco Alemanno, come quello da lei diffuso tardivamente per dire che non ci saranno problemi per le colonie feline, che si risolvono le cose. Quello che manca a Roma con la sua Giunta, Assessore De Lillo prima e Assessore Visconti ora, è una politica per gli animali. Almeno, prima, sapevamo con chi confrontarci e, se del caso, come abbiamo fatto, criticare anche aspramente. Qui invece siamo al muro di gomma.
Nel 2008 lei ha promosso la delega agli animali da un Consigliere a rango di Governo locale per poi, nella sostanza, fare solo manifesti-spot e linee telefoniche senza sostanza. E non entro nemmeno nelle gestioni di zoo “sotto il vestito niente”, in piena continuità con le Giunte di centrosinistra, e botticelle con deleghe alla veterinaria che non si sono accorte nemmeno di un cavallo mandato al macello nonostante il divieto del Regolamento…
Avevate iniziato i vostri cinque anni dichiarando che avreste cambiato e migliorato tutto sulla tutela degli animali. Non lo avete fatto. Anzi, avete fatto di peggio.

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